L’inverno in giardino – Giorgia Spurio

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In sintesi:

autori emergenti

Ricordai il ricevimento del fidanzamento di mia sorella, quando Filippo geloso si allontanò, ed io avevo la speranza immensa che sarebbe tornato indietro, da me.
Provavo quella stessa ansia, mentre contavo le gocce di pioggia caduche, oppure calcolavo sulle punte delle dita i petali riposti alle radici delle querce.
I tigli perdevano anche il loro ultimo colore donato dall’ambra del sole.
E io attendevo il miracolo della sua venuta, mentre i giorni sembravano corrotti dal perfido tempo, che si divertiva del mio strazio.

Elegante combinazione

Questo è un brano che lessi per caso su Facebook, e che mi ha condotto a questo libro, L’inverno in giardino dell’esordiente Giorgia Spurio: il romanzo tratta della storia d’amore tra Filippo e Arianna, ambientata nell’Italia della terza guerra d’indipendenza. Leggendolo, ho apprezzato fin da subito l’elegante scelta delle parole, combinate fra loro per evocare immagini delicate e originali, oserei dire quasi poetiche: infatti, informandomi, ho scoperto che Giorgia Spurio è anche autrice di alcune raccolte di poesie, che non mi sono affatto dispiaciute e che consiglio.
Purtroppo però, come ho già detto in relazione a Caffè amaro di Simonetta Agnello-Hornby, non è sufficiente saper scrivere bene per realizzare un romanzo, e Giorgia Spurio ha dato mostra di essere una promessa della poesia, ma non della narrativa.

Non una passeggiata

Premettiamo che un romanzo storico non è affatto facile da scrivere: spesso per scriverne uno gli autori studiano per mesi o addirittura per anni il periodo storico che hanno eletto come ambientazione della storia; di certo non è sufficiente una ricerca fatta di fretta in furia su Internet. Ecco, l’autrice non riesce a far calare il lettore all’interno del periodo storico: non vengono mai fatte descrizioni di abiti, pietanze, e costumi dell’epoca; i personaggi sembrano figure sbiadite che si muovono su uno sfondo altrettanto indefinito, ed è un vero peccato vista la spiccata abilità descrittiva dell’autrice.

Ma tralasciando questi dettagli, che per chi è poco attento possono sembrare pedanterie, il problema più grave di questo romanzo è un altro: accade tutto con un’eccessiva velocità, completamente incompatibile con il ritmo narrativo. Arianna e Filippo si innamorano immediatamente, quando ancora sono bambini, subito lui ottiene la sua mano, subito viene vinta la volontà della madre di Arianna, che sognava per lei la carriera ecclesiastica. Alla guerra, che dovrebbe fungere da sfondo, vengono dedicate meno di 20 pagine. L’inverno in giardino consta in tutto di una sessantina di pagine, e l’autrice ha voluto stipare in così poche righe tanti avvenimenti, rendendo tutto piatto, non approfondito dal punto di vista storico, né psicologico, né emotivo. Eppure, il coinvolgimento emotivo è proprio ciò che distingue un romanzo da un semplice resoconto di fatti.

Questo no, ma altro sì

In conclusione, non considero L’inverno in giardino un cattivo romanzo, mi riesce anzi proprio difficile definirlo “romanzo”. Consiglio comunque ai miei lettori, come ho già detto, di dare un’occhiata alle poesie di Giorgia Spurio, decisamente piacevoli.

Buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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