L’ultima riga delle favole – Massimo Gramellini

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In sintesi:

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Sì, questo labirinto è il tuo corpo. E tu sei l’energia che scorre dentro di esso, attraverso i sette cancelli. Sei risalito dall’osso sacro all’eros, infilandoti nella fessura fra gli iceberg. Poi dall’Eros all’ombelico: la vasca del Drago. Ma proprio quando stavi per raggiungere la camera del cuore sei precipitato.

Ma che cosa…?

L’ultima riga delle favole è un libro indiscutibilmente brutto. Non un libro scritto male, non un libro che zoppica soltanto a causa di una trama banale o di un finale deludente: proprio un libro brutto. Così brutto… che è bello. Ma andiamo con ordine.

Sì, la trama rientra nei più classici dei cliché: il protagonista è un personaggio deluso dalla vita, ma, quando sta per perdere ogni speranza, inaspettatamente il destino si accorge di lui e gli regala una svolta.

Più nel dettaglio, il protagonista è Tomàs, un uomo che non riesce ad avere rapporti stabili e duraturi con le donne che incontra e che inizia a starnutire a raffica (poetico!) quando una frequentazione inizia a farsi seria, come se fosse affetto da un’allergia alle relazioni amorose.

Test multidroghe

Quando l’attuale sua fiamma, Arianna, gli comunica che non potrà presentarsi a un appuntamento concordato perché deve incontrarsi con un suo ex, Tomàs raggiunge l’apice della disperazione: vorrebbe affiancarsi alla sua anima gemella, anche se non crede all’esistenza dell’anima gemella perché in fondo tutti gli amori finiscono per deteriorarsi, e però che Arianna gli abbia dato picche proprio non gli va giù.
Insomma, già all’inizio si capisce ben poco. Ma più avanti è anche peggio.

Eh sì, perché Tomàs, afflitto dalle tragedie della vita, va a farsi una passeggiata sul molo e, per una serie di vicissitudini, cade in acqua. A partire da questo momento, inizia il suo viaggio spirituale (esperienza premorte? chissà) in una sorta di spa dell’Aldilà: viene accolto da una donna di nome Stella Maris (riferimento alla stella polare? O alla Vergine Maria? In ogni caso, a dispetto del nome, questo personaggio non è affatto importante e ce lo dimenticheremo presto) la quale tiene in mano la cartella clinica dell’anima di Tomàs.

Tu sei puggile!

In queste terme Tomàs conosce una serie di santoni-coach che, a suon di bagni, tisane colorate, citazioni che sembrano prese da Tumblr e spicciole frasi motivazionali, lo convincono ad abbandonare il suo cinismo e ad affrontare la vita come un vero guru zen.

Il libro si propone come un espediente per rimettersi in contatto con la propria anima, ma lo “spiritualismo” che ne emerge è assai approssimativo: l’anima è sbrigativamente e confusamente definita come “energia”; l’uomo ha in sé energia femminile e, viceversa, la donna ne possiede una maschile… ma in realtà, secondo i santoni, anche gli emisferi cerebrali hanno un sesso, maschile l’emisfero logico, femminile quello creativo: dunque un uomo ha in sé due parti di femminilità e una donna due parti di mascolinità… Ecco, è facile rendersi conto che Gramellini, nell’esporre bislacche teorie metafisiche o spirituali, usa impropriamente e maldestramente termini scientifici.

“Caro Gesù, gli dei sono stati buoni con me…”

E quelle del libro sono teorie che strizzano l’occhio, fin troppo, al taoismo, senza tuttavia approfondirlo, dicendo cioè quanto basta (ed è davvero poco) per far credere ai lettori meno avveduti di star trattando tematiche importanti. Per non parlare dei confusi riferimenti a molte incompatibili divinità: nel giro di poche pagine vengono menzionati Gesù e il dio Pan, e di quest’ultimo in particolare non vi so spiegare la menzione, poiché in seguito non se ne parlerà mai più.

Il tutto è condito da massime, che di massima hanno giusto la banalità, infilate strategicamente per indurre il lettore ingenuo ad esclamare: “Non posso crederci! Parla proprio di me!”.

Sul serio: ma che cosa…?

Come è ovvio, tutto finisce a tarallucci e vino, come si usa dire: Tomàs si è rimesso in contatto con la propria anima-energia-emisfero femminile, si rende conto che in realtà Arianna ha incontrato il suo ex solo per chiudere la relazione e scopre che lei lo sta aspettando a braccia aperte con il cuore trepidante d’amore, il tutto a dimostrare che il superficiale pseudospiritualismo zen funziona.

Non mi è chiaro se Gramellini abbia scritto il libro pensandolo come un’opera commerciale, e lo abbia infarcito di proposito di cliché e retorica New Age, o se creda realmente in ciò che ha scritto.

In ogni caso, è sì un libro che non ha né capo né coda, però la parte in mezzo è piuttosto divertente.

Buona lettura e… buon divertimento!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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16 risposte

  1. Asweetlullaby ha detto:

    Ho letto anni fa questo libro e ne sono rimasta delusa. Ho trovato sul web solo recensioni positive e ciò mi ha lasciato molto delusa ed incompresa.
    Sono contenta oggi di leggere questa recensione…Nel libro ho riscontrato qualche bella frase qua e la, ma nulla di che.

  2. mara m ha detto:

    Ok se è un libro brutto che non merita eviterò di leggerlo e mi orienterò verso qualcosa di più piacevole

  3. Amalia ha detto:

    Non ho mai letto questo libro, ma leggendo i commenti leggo recensioni negative quindi non so. Anche se io vorrei farmi un idea mia

  4. Lessi parecchio tempo fa “Fai bei sogni” trovandolo molto bello. Quindi la tua recensione mi sorprende. Tuttavia mi ha anche divertito. Non so se leggerò questo libro di Gramellini ma sicuramente mi hai incuriosito.
    Maria Domenica

  5. fiorella ha detto:

    Non ho mai letto questo libro e devo dire che però ha un che di curioso, forse sono pronta ad iniziare un libro brutto!?!?!

  6. mary pacileo ha detto:

    sembrava una piacevole lettura, ma sentendoti, eviterò di leggerlo

  7. Giusy Loporcaro ha detto:

    Ecco….ti posso confessare una cosa? Ho iniziato a leggere questo libro appena uscito anni fa….ma non sono riuscita a proseguire…era davvero illeggibile. Sono una divoratrice di libri e raramente mi è capitato di non finire una lettura, quando poi il nome dell’autore è anche sinonimo di garanzia vado ad occhi chiusi sull’acquisto ma in questo caso un completo flop. Mi conforta sapere che non ho perso nulla andando avanti con le pagine!

  8. sheila ha detto:

    il titolo mi ha già incuriosita e devo ammettere che la trama è curiosa devo leggerlo

  9. Sofia ha detto:

    Succede quando uno fa il giornalista e vuole a tutti i costi fare il romanziere. Gli era venuta bene con ‘fai bei sogni’ perché era la sua storia. Qui è troppo lontano dal suo

  10. M.Claudia ha detto:

    Non conoscevo questo libro, ma dopo aver letto la tua recensione eviterò di compralo.

  11. flavia ha detto:

    non conoscevo questo libro (e ora ne capisco il motivo) ma trovandolo sul tuo blog il titolo mi aveva ispirato! peccato

  12. Roberto ha detto:

    Leggendo la tua recensione mi sono imbattuto nella conoscenza di un libro senza dubbio originale, permette a tutti di sviscerare le proprie preoccupazioni. Se ne ricava una realtà molto meno tragica di quella che la nostra mente – a volte depressa oppure in preda al pessimismo – ci restituisce. Un grande spunto di lettura che prenderò in considerazione. Mi segno il titolo del libro!

  13. Erika Scheggia ha detto:

    Mi spiace leggere queste cose perché Gramellini è un grande personaggio della nostra televisione che parla anche molto bene e usa delle belle parole. Questo ci dimostra, per l’ennesima volta, di come la televisione possa davvero fuorviare e distorcere la reale percezione delle persone e delle cose. Però ho letto anche delle cose di Gramellini e le ho trovate piacevoli. Di questo libro non sapevo l’esistenza, devo ammettere, ma il titolo mi ispirava e attirava molto. Da come ne parli sembra più che altro un grande meltin-pot in cui si toccano tantissimi argomenti senza mai parlare di nessuno di essi, usando anche termini importanti e scientifici in maniera impropria. Che delusione.

  14. Veronica ha detto:

    Non ho mai letto nulla di Gramellini e non conoscevo questo libro ma dalla trama e dalla tua recensione, credo ne starò alla larga!

  15. Isabella ha detto:

    I libri d’amore non mi piacciono già di mio, e dopo avere letto la recensione eviterò anche questo.

  16. Zelda ha detto:

    Sono curiosa di leggere ugualmente questo titolo nonostante abbia delle cattive recensioni.