Uomini e animali nel Medioevo – Chiara Frugoni

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Richart […] ringrazia Dio per avere concesso all’uomo la casa della memoria, dotandola di due porte, la vista e l’udito, a cui si giunge attraverso una strada a due corsie, l’immagine e la parola, la prima che serve all’occhio e la seconda all’orecchio, poiché la memoria, «la quale è custode dei tesori che lo spirito umano conquista con l’eccellenza del suo ingegno, rende quasi presente ciò che appartiene al passato. E a questo risultato si perviene sia per mezzo dell’immagine che per mezzo della parola».

Guarda e leggi, leggi e guarda

Proprio di immagine e parola è fatto questo libro, il più recente della storica Chiara Frugoni, e di immagini e parole si avvale l’autrice per condurci in un Medioevo fantastico e quasi fiabesco. Alle coincise e chiare spiegazioni della Frugoni si accompagnano immagini di dipinti, arazzi, manoscritti, mosaici pavimentali e mappe, e di ogni dettaglio ci viene fornita l’interpretazione: sfogliando queste pagine si ha l’impressione di camminare tra i corridoi di uno sconosciuto e affascinante museo, condotti da una guida saggia e preparata. Annoiarsi è impossibile, sia per le infinite curiosità di cui veniamo a conoscenza, sia per l’irresistibile simpatia con la quale l’autrice ci erudisce: è dunque Uomini e animali nel Medioevo un libro alla portata di tutti, un testo prezioso per chi si occupa già di storia e arte, ma anche un testo che si apre e attira a sé i semplici curiosi, coloro che di novità non ne hanno mai abbastanza.

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Uomini, bestie

Ma più esattamente, di cosa parla questo libro? Viene qui trattato e analizzato il rapporto tra gli uomini e gli animali instaurato nel Medioevo, dal principio alla sua svolta, ovvero dalla lettura della Genesi fino all’atteggiamento innovativo tenuto da San Francesco nei confronti delle altre creature di Dio. In origine Adamo domina gli animali, e questi sono docili e mansueti, ma con la cacciata dall’Eden i primi uomini conosceranno la sofferenza: non solo il faticoso lavoro e i dolorosi parti, ma le altre creature non saranno più amichevoli con l’essere umano.

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Il nostro tempo, nel quale lupi e orsi sono (o dovrebbero essere) tutelati nel loro habitat affinché non si estinguano, è tanto diverso dal Medioevo, quando invece si subiva la ferocia e la fame delle belve: erano tempi in cui le fiere suscitavano non compassione ma orrore, e rappresentarle, descriverle, raccontarne i comportamenti e le abitudini, era un modo per esorcizzare la paura, e tentare di riconquistare quella pace che un tempo aveva assaporato Adamo nell’Eden. Il risultato è che il Medioevo pullula di testi che riportano descrizioni di animali, chiamati appunto “bestiari“.

Non c’era Superquark

Attraverso la consultazione di questi, Chiara Frugoni, in una straordinaria impresa filologica, ci spiega come l’uomo medievale credeva di poter catturare un unicorno, perché i cuccioli di leone venivano ritratti morti, e il dilemma etico riguardo la natura dei Cinocefali (esseri antropomorfi con la testa di cane): figli di Adamo come gli altri uomini, e dunque possessori di un’anima immortale?

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Uomini e animali nel Medioevo è un’occasione per addentrarsi in un magnifico viaggio, dal quale vi auguro di uscire arricchiti come è successo a me: un regalo perfetto e originale per il Natale che si sta avvicinando!

Buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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