Perché DayDreamer non parla d’amore

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daydreamer le ali del sogno soap con can yaman

Canovaccio di bassa lega

Il pubblico femminile italiano è letteralmente impazzito per DayDreamer – Le ali del sogno, la soap opera turca con protagonista il bellissimo Can Yaman. La soap è forse innovativa? Magistralmente concepita? O il successo, più che da quelle della serie, è dato dalle caratteristiche del pubblico cui è rivolta?

Cominciamo con l’osservare che gli sceneggiatori si sono attenuti al solito canovaccio da chick-lit di bassa lega: lui è il bello, sicuro di sé e virile, che pur circondato da bellezze femminili di ogni tipo si invaghisce immediatamente della ragazza “goffa”. Il motivo è ovvio: tutte le altre donne sono puntualmente tanto magnifiche quanto superficiali, mentre la nostra “goffa” è profonda e sensibile. E carina.

In DayDreamer, la ragazza sensibile e profonda è un’aspirante scrittrice di nome Sanem. Ad essere sinceri, le aspirazioni della protagonista sono davvero irrilevanti, perché il suo non è un personaggio a tutto tondo, bensì il solito stereotipo riadattato da tutte le soap opera e dai romanzi chick-lit: se Sanem vuole scrivere, Zoe de Il buongiorno si vede dal vicino vuole progettare app, ma che differenza fa? Le loro storie d’amore si sviluppano nello stesso identico, prevedibile modo. Be’, quella di Sanem con qualche parolaccia in meno.

La moglie cerca principe

D’accordo, parlo di banalità, ma di preciso quali sono i punti salienti di queste trame?
Innanzitutto, la posizione sociale dei personaggi: lui è quasi sempre di famiglia agiata, spesso figlio di imprenditori dai quali eredita importanti conoscenze, un cognome rispettato e un favoloso conto in banca; lei è invece di natali più umili, costretta a lavorare sodo per ottenere ciò che vuole. Appunto, Can Divit (il personaggio interpretato da Can Yaman) dirige una grande agenzia pubblicitaria, mentre Sanem proviene da un quartiere popolare di Istanbul.

Posso tranquillamente dire che il proprietario d’azienda è il principe dei nostri giorni: a ben guardare, a parte gli abiti, nulla sembra essere davvero cambiato da quando la massima aspirazione di una donna era sposarsi e sistemarsi con un uomo che potesse mantenerla e assicurarle una vita agiata, lontano dalle perfide sorellastre e dalla polvere dei camini. Infatti, non succede mai di imbattersi in una storia d’amore in cui la donna è al potere e l’uomo è un suo sottoposto: altro che parità dei sessi, e proprio in un genere spesso “fatto dalle donne per le donne” come dice una pubblicità!

Altro punto saliente che caratterizza questo tipo di trame è la velocità con cui i personaggi si innamorano. La scintilla infatti scatta già dal primo incontro: lei è subito affascinata dalle qualità fisiche di lui e lui scopre di avere un debole per le ragazze svampite, magari di quelle che inciampano in continuazione.
Ma se la tensione erotica è presente già dall’inizio, la trama dovrebbe concludersi in breve: insomma, se i due già si piacciono, cosa aspettano a mettersi insieme?
In realtà queste storie si tengono in vita concentrandosi interamente sulle resistenze della protagonista. E ciò anche con lo scopo di convincere il pubblico che questa non è una donna superficiale, nonostante boccheggi ogni volta che incrocia il belloccio per cui ha una cotta: quindi, ecco che lei fugge, fa la ritrosa e caccia lui quando tenta un approccio, pur continuando a manifestare interesse e gelosia.
Se avete visto Daydreamer, o un’altra qualsiasi soap opera, o letto un chick-lit pubblicato di recente, sapete bene di quali dinamiche sto parlando.

Dopo (ridicole) peripezie, la protagonista si lascia finalmente andare ai sentimenti e all’amore, con un colpo di scena inaspettato ed emozionante quanto un gelato che si scioglie al sole di agosto.

Amore, cioè fantasie erotiche

Ma in tutto ciò possiamo davvero parlare d’amore? Non è forse l’amore un sentimento tanto affascinante quanto complesso? Qualcosa che si sviluppa in modo caotico, incostante nel tempo e sul quale è impossibile esercitare un pieno controllo?
In queste storie, in cui l’approfondimento psicologico è azzerato a favore di scene in cui il protagonista maschile mostra tutta la sua virile bellezza, dov’è lo spazio per indagare il cuore dei personaggi?

La verità è che DayDreamer, il suo predecessore Bitter Sweet e tantissimi romanzi chick-lit non parlano affatto d’amore, sono invece dei semplici mezzi con cui le donne appagano le proprie fantasie erotiche, ben diverse da quelle maschili, come è noto. Ecco, l’ho detto, è stato brutale, ma in sostanza è così. Volontariamente in questi prodotti, perché di prodotti di consumo si tratta, non si approfondisce nulla e l’esperimento artistico è ridotto al minimo, quando non è assente: ci si limita ad offrire un personaggio maschile bello e soprattutto affermato socialmente, affiancandogli una protagonista “comune ma eccezionale” in cui la spettatrice (o la lettrice) può immedesimarsi. La trama è una formalità, una semplice scusa per portare in scena tali maschere stereotipate: per questo non è mai nuova, è lo stesso canovaccio collaudato da secoli, il quale oltretutto, essendo prevedibile, rassicura la spettatrice, o la lettrice. Ma forse farei meglio a parlare di “consumatrice”.

Usa e getta

Adesso state pensando che non vi meritavate un sermone moralizzatore e censorio. Siete fuori strada, lettori, perché io penso che in DayDreamer, in Bitter Sweet, ne Il buongiorno si vede dal vicino e in tante altre storie simili non ci sia nulla di sbagliato. D’accordo forse ne Il buongiorno si vede dal vicino ci sono troppi ca… bonghi, ma in ogni caso non è un peccato sotto forma di libro, è semplicemente quello che è: non un’anomalia, ma qualcosa che occupa degnamente una nicchia dell’esperienza umana, nicchia perfettamente naturale.

Con ciò, tuttavia, c’è una grossa differenza fra affermare che una certa cosa è naturale e affermare che quella stessa cosa è meritevole, artistica, bella: bisogna non confondere la pupù con la cioccolata, come si usa dire, magari iniziando (o ricominciando) a pretendere che le case di produzione e le case editrici non si limitino a soddisfare il palato atrofizzato di un pubblico sempre meno esigente.
Capisco che meno esigenze artistiche corrispondono a minori costi di produzione e dunque a maggiori profitti, ma c’è un effetto collaterale, ossia una preponderanza di libri, film e serie tv “usa e getta”: ogni estate sui nostri canali generalisti viene proposta una soap opera in tutto e per tutto simile a quella dell’anno precedente, ogni mese un nuovo chick-lit (“nuovo” per il titolo) fa capolino fra i bestseller delle maggiori librerie. Questi prodotti straripano dalla loro nicchia, riempiendo anche le altre. E che cosa rimane? Nulla che possa lasciare un segno nella storia della letteratura e della cinematografia, dell’arte.

Voglio ricordare, infine, che il naturale bisogno di staccarsi dalla realtà, fantasticando su una storia d’amore travolgente e perfetta, è assolutamente compatibile con un prodotto artistico di qualità.
Ad esempio, Accadde una notte, pluripremiato film del 1934 di Frank Capra, è sostanzialmente una storia semplice per gente semplice: fra Accadde una notte e DayDreamer vi è un mare, non è certo difficile vederlo, e però ai nostri giorni sembra che il mare lambisca una sola costa, quella di DayDreamer.
Quella di Accadde una notte ha dovuto subire la sorte di Atlantide?

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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3 risposte

  1. Anna ha detto:

    sarei proprio curiosa di vederla questa serie tv, spesso sui social vedo condivise le foto dell’attore che hai nominato…..

  2. Maria+Domenica ha detto:

    Non ho ancora visto questa soap nonostante la mia bacheca di Facebook e gli stati di WhatsApp pullulino di foto del protagonista maschile. Personalmente, in base a quello che ho letto, ritengo che si tratti della solita soap che presenta una visione un po’ distorta del reale. La maggior parte di noi donne infatti non è data da principesse in attesa del principe che le salvi o che promette mari e monti forte della sua nobiltà e prestanza fisica. Per quanto ci piacciano le favole, noi, nella maggior parte dei casi, ci salviamo da sole e ci costruiamo il futuro da sole senza per forza aspettare Can Yaman, per quanto sia un bel vedere.
    Maria Domenica

  3. Lucia ha detto:

    In effetti è la solita trama vista in diverse soap l’unica differenza è quello strato di comicità che la caratterizza e la rende simpatica. Secondo me è anche questo che attira (a parte il protagonista!)