Note del guanciale – Sei Shōnagon

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Queste note le ho scritte soltanto per me, per trovare conforto nell’annotare i miei sentimenti, e non ho mai pensato che avrebbero potuto allinearsi alle grandi opere e attirare l’attenzione del pubblico, per cui mi stupisco quando mi sento dire: «È un capolavoro!».

Un gioiello dello zuihitsu

Sei Shōnagon è una delle più grandi autrici della letteratura giapponese classica, nonché la fondatrice di un genere letterario destinato a duraturo successo nel paese del Sol Levante: lo zuihitsu.

Lo zuihitsu, genere in cui si cimenterà più tardi anche Kenkō, comprende raccolte di pensieri personali, annotazioni e riflessioni, che non seguono un filo narrativo né logico.

Privi di regole da seguire, gli zuihitsu sono una preziosa fonte per conoscere la personalità e la psicologia dei loro autori.
Le Note del guanciale, soprattutto, ci restituiscono un’immagine di Sei Shōnagon e della corte imperiale giapponese alla fine del X secolo.

Corte di bellezza

Sei Shōnagon, di cui non conosciamo il vero nome, è la figlia talentuosa dell’illustre letterato Kiyohara no Motosuke: dal padre, ereditò fascino, arguzia e una spiccata propensione per le belle lettere.

Come tante altre donne di buona famiglia, prestò servizio come dama alla corte dell’imperatrice: e uno dei temi più ricorrenti nelle Note del guanciale è proprio l’amore intriso di ammirazione che l’autrice nutre per la sua imperatrice Sadako. Bellissima, depositaria di delicatezza, intelligenza e amabilità, Sadako incarna per Sei Shōnagon l’ideale femminile.

A me, tuttavia, Sua Maestà sembrava davvero splendida: le tinte particolari delle sue vesti facevano risaltare ancor più il fulgido splendore del volto. Nessun’altra creatura avrebbe potuto gareggiare in bellezza con lei.

La vita a corte sembra essere scandita da sfide poetiche, feste, sutra, canti e gite. Notevole è lo spazio dedicato all’osservazione della natura; l’attenzione alle bellezze naturali è infatti una peculiarità degli autori giapponesi, e Sei Shōnagon non fa eccezione: la luce lunare, la fioritura degli alberi, i colori delle nuvole, il candore della brina e della neve, il canto di un usignolo sono dettagli degni di considerazione e lodi, e vengono descritti con tale passione e cura da far rimpiangere l’uomo moderno di vivere in grigie città.

L’aurora a primavera: si rischiara il cielo sulle cime delle montagne, sempre più luminoso, e nuvole rosa si accavallano snelle e leggere.

Cercare il bello, ignorare le brutture

A ciò, si aggiungono le riflessioni di Sei Shōnagon sui più disparati argomenti, tutti accomunati però dalla ricerca del bello e dell’eleganza; in particolare secondo la dama per ogni gesto, anche il più banale, esiste un’arte che permette di compierlo nel modo più raffinato: per salutare un’amante dopo una notte d’amore ad esempio, o per accogliere un ospite nella propria casa.

L’amante ideale è invece chi, appena desto, non mostra di preoccuparsi degli ampi pantaloni, ma si china premuroso verso la sua dama, le sussurra all’orecchio quanto rimpianga la conversazione avuta con lei durante la notte e intanto, con noncuranza, già si allaccia la cintura.

La grazia che emerge da queste note, è la stessa che Kenkō rimpiangerà nelle sue opere, consapevole di essere ormai lontano da quella serenità che regnava alla corte dell’epoca Heian.
In realtà, le Note del guanciale non offrono un ritratto fedele degli anni di Sei Shōnagon a corte: l’epidemia di vaiolo (che colpì perfino l’imperatore), gli incendi dei palazzi, i disastrosi terremoti e le guerre intestine sono completamente omesse.
La sensibilità estetica di Sei Shōnagon non consente alle malattie, alle brutture e alla morte di interferire con la contemplazione di una splendida notte illuminata dalla luna piena. Le situazioni tragiche sono lasciate da parte per dedicare ogni energia alle amenità e ai dettagli graziosi di tutti i giorni.

Guida ai dettagli meravigliosi

Note del guanciale è un libro votato alla bellezza, alla grazia, alla leggiadria: a queste rende omaggio con un linguaggio in cui ogni parola è scelta con cura, e che diventa essa stessa arte. Non è un banale resoconto della vita a corte, né un romanzo realistico: è l’occasione per scoprire meraviglie nelle piccole cose.

Buona lettura.

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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5 risposte

  1. mary pacileo ha detto:

    mi incuriosisce molto il tema trattato in questo libro, sarebbe proprio una piacevole lettura

  2. Amalia ha detto:

    Un libro molto interessante da leggere. Un autrice che non conoscevo ma che ho il piacere di conoscere.

  3. Zelda ha detto:

    Un libro davvero interessante, devo ancora leggerlo. L’ho messo in lista pochi giorni fa.

  4. Anna ha detto:

    mi piace molto la presentazione di questo libro, lo leggerò sicuramente durante le mie vacanze….. grazie per il consiglio

  5. Sono rimasta sbalordita dalla grazia e dallo stile che emergono leggendo la recensione di “Note del guanciale” e che permettono al lettore di immergersi nell’atmosfera nipponica. È un libro in cui perdersi.
    Maria Domenica