Non mi avete fatto niente – Fabrizio Corona

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In sintesi:

non mi avete fatto niente biografia di fabrizio corona

La mia genialità non posso lasciarla in eredità a nessuno perché me l’ha donata mio padre. Quella cammina con me. Idem la mia bellezza e il mio cervello che forse andrebbe clonato e studiato.

Fanfiction biografica

Non mi avete fatto niente è la biografia di Fabrizio Corona, aggiornata al 2018: infatti ne ha scritte altre precedentemente, tanto che potrebbe trattarsi del primo tentativo di “bollettino biografico”. In un’Italia in cui le raccolte poetiche non sono più pubblicate perché “non vendono”, la vita (parziale) di Corona è invece schizzata in cima alla classifica dei bestseller. Effettivamente, essendo il quadro sociale piuttosto deprimente, si intuisce il motivo del successo: la gente ha bisogno di ridere.

Se di solito una biografia, e soprattutto un’autobiografia, svela il lato più umano e fragile di un personaggio storico, Non mi avete fatto niente è una sorta di fanfiction (e il fan che scrive del protagonista è… il protagonista) su un soggetto che la Storia tenta con ogni sua forza di dimenticare; e nel libro si trova di tutto, ma nessun diretto accenno ai lati più intimi e “umani” di Corona, lati che devono essere dedotti grattando la superficie machista e superomistica che riveste la biografia. Al lettore è quindi richiesto uno sforzo non indifferente e la ricompensa è un sacchetto di strane risate.

I dobloni di zio Corona

La narrazione inizia con Corona che si affida a una certa Francesca, che lui (non sappiamo con quanta consapevolezza di lei) chiama “adepta”. La missione? Nascondere alla polizia il denaro guadagnato (parole del nostro) grazie a pagamenti sottobanco e raggiri fiscali. Ricordando l’adrenalinico momento, Corona si compiace del suo genio, perché ci fa sapere che la casa di Francesca era per qualche motivo perfetta per custodire i suoi dobloni: nel libro è l’unica occorrenza di questa parola e posso solo immaginare che in quel momento si sia identificato con un personaggio Disney, una specie di zio Paperone. Tutto a conferma della sua mentalità da gangster.

Poiché Corona, come abbiamo appreso, è un genio di strategia e di depistaggio, i capitoli successivi sono ambientati in prigione. Ora, il fine ultimo del libro, non è un gran mistero, è quello di vendere un personaggio che è un supermacho, una roccia, e la prigione, dopotutto, è il palcoscenico perfetto per evidenziare simili qualità.
E infatti il nostro ci sbatte in faccia il ritratto di un uomo con cui non si scherza, un vero duro, uno che può essere scalfito soltanto con un affilatissimo cucchiaino da gelato:

La doccia la faccio solo quando ho le visite. Perché come dice Brad Pitt: «L’acqua invecchia e i veri uomini non si fanno mai la doccia.»

Il mio segreto di bellezza

Ma citare le sue conoscenze malavitose e rivelare di non temere le proprie ascelle può destare qualche preoccupazione nel lettore: Corona previene un’ovvia domanda sul suo segreto di bellezza (perché, appunto, nonostante non ricordi più il tocco dell’acqua, resta bellissimo) e senza alcun tentennamento svela ciò che fanno i duri, quando la vita è dura:

[…] come ho fatto a mantenere la mia bellezza stratosferica in galera[?] Semplice: grazie al botox e al mio medico estetico.

D’accordo, questo forse era un po’ fru fru. Però che c’è da ridire? Scusate, ma a lui piace essere azzimato. E poi ciò non implica che non sappia scendere in basso, al livello dell’uomo della strada; sì, lui sa stringere i denti, sopportare, sa adattarsi alla fogna senza paura, perché:

[…] in realtà trovano sempre un uomo fiero e pronto a tutto, anche a mangiare merendine di sottomarca.

E quando non si contano più i giorni dall’ultima volta che sei stato con una Kinder Paradiso, puoi trovare conforto soltanto nella lettura e nella scrittura; Corona infatti ci dice che:

leggo e scrivo, insomma mando avanti il mio lavoro, come ho sempre fatto. Infine ci sono il cucinotto, dove ci sono solo pentole.

… insomma, ho detto che dà conforto scrivere, non scrivere bene.

L’hanno già scoperta l’acqua calda?

Poi però arriva il giorno della scarcerazione, e non c’è più tempo da perdere, perché lo spirito imprenditoriale di Corona freme dal desiderio di spingere tutti i suoi marchi più famosi, come: Si puede, Adalet e… e qualcun altro, forse. Appena uscito dai cancelli, ha l’ennesimo colpo di genio: farsi aprire (da altri, perché il genio non va sprecato) un profilo Instagram. Questa furbata non è casuale, ma viene dal suo infallibile e innato senso per gli affari:

mi faccio aprire immediatamente un profilo Instagram, questo nuovo social che ho scoperto leggendo i giornali e di cui intuisco subito il potenziale.

Pensate, questo a distanza di soli otto anni (e milioni di iscritti) dalla nascita del social! Si può solo immaginare quali altri colpi metterà a segno, ad esempio investimenti in un rivoluzionario motore, quando avrà scoperto il potenziale del carbone e del vapore.

Corona scienziato

Seguono vari sproloqui sull’avvenenza di Corona, sull’invincibilità di Corona, su quanto rimorchia Corona… in tutta onestà è un tantino ripetitivo, però vale la pena leggerlo, perché fa una dichiarazione che potrebbe cambiare il volto della scienza:

 […] ho una sorta di magnetismo che nessuno può capire […]

Sappiamo che il corpo umano è diamagnetico, quindi Corona potrebbe essere il primo di una nuova razza di mutanti: un buon motivo per assecondare i suoi desideri di clonazione.

Ma lasciamo il fenomeno, torniamo all’uomo. Lui è uno sciupafemmine, però è anche un genio, così scopriamo che ha un metodo per le sue conquiste: prende una Silvia Provvedi qualunque e (parole sue) la rende “più donna” con l’aiuto del chirurgo plastico. In questo modo aumenta le possibilità di rimorchiare, perché un semplice latin lover cerca le sue donne, lui invece se le costruisce. Ci confessa però che a volte il processo di donnificazione lascia dietro di sé dei residui, infatti:

Silvia a letto era un uomo, più di me, a letto comandava, io a letto con lei subivo.

Un dio minore

Insomma, il succo della storia è abbastanza chiaro, come è chiaro il motivo per cui c’è di che divertirsi. Però ho parlato anche dei lati più fragili e nascosti di Corona: ecco, se si sa guardare bene sono anche facili da trovare. Abbiamo una continua ostentazione di superiorità e forza ma, appunto, è troppa ed è condita da momenti imbarazzanti che un vero superuomo non ammetterebbe mai e poi mai. Giulio Lisi è perfetto, tutti lo amano e gli dedicano ritratti regali, Fabrizio Corona è “Dio per l’Italia” che però fa colazione con “pancake […] e il Cialis”: capite che cosa intendo dire?

C’è una sottile vena di tristezza e disperazione in questo libro, si legge di un uomo che non si crede davvero un dio, ma che vuole far credere di esserlo, prima di tutto a sé stesso. Con Franca Valeri, ad esempio, abbiamo una persona che supera i suoi personaggi, con Corona abbiamo un personaggio che ha soggiogato la persona, Fabrizio è diventato un burattino nelle mani di Corona, il soggetto mediatico. E un po’ lungo tutta la biografia, sembra ci sia uno sdoppiamento, Corona che fa le sue sparate e il povero triste Fabrizio che qua e là lascia candidamente trasparire la sua natura ridicola e “sfigata”.
In conclusione, devo dire che il libro è stupido, volgare, eccessivo e involontariamente divertente, ma lascia anche una sensazione di pena. E questo mi sembra quanto di buono si possa dire di Fabrizio Corona e della sua biografia.

Se siete anche voi dei veri duri, leggetelo! E se lo farete… buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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7 risposte

  1. Mi ha fatto ridere la tua intro:”No, e’ Fabrizio Corona”. XD Penso sia un pessimo esempio e non ci vedo nulla di geniale, e’ il primo nemico di se stesso dopotutto.

  2. mary pacileo ha detto:

    un genere che non è il mio, almeno così percepisco da questa sua trama

  3. anna ha detto:

    e’ un personaggio che fa sempre parlare molto di se….. mi piacerebbe davvero leggere questo libro…..

  4. Zelda ha detto:

    Non sapevo che Corona avesse scritto un libro, è una vera scoperta questa.

  5. Asweetlullaby ha detto:

    La sua ferma convinzione dei se stesso lo porta a piacere alla gente e a fare questo successo, ma per quanto mi riguarda non leggerei neanche un rigo di questo libro e non spenderei neanche un centesimo per una persona che usa i più bassi escamotage per guadagnare.

  6. M.Claudia ha detto:

    Questa si che é una novità e letta la tua recensione ho capito che non fa proprio per me.

  7. Isabella ha detto:

    Onestamente non sapevo neanche che Corona avesse scritto un libro, non mi sorprende che abbia venduta tanto, non é il primo libro che guardandolo mi chiedo:”ma, in serio?” che esce e vende molto di più di scrittori più che meritevoli.