Liriche cinesi – Giorgia Valensin (a cura di)

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In sintesi:

poesie cina

Lo scorso anno, in questo giorno,
tra queste mura,
il volto di lei e i fiori del pesco
si rispecchiavano, rosei.
Quel volto, io non so
dove ora sia;
i fiori del pesco, come allora,
ridono al vento di primavera.
(Ts’ui Hu)

Celeste letteratura

La letteratura cinese, così fine ed elegante nella sua scelta scrupolosa delle parole, mi si è schiusa attraverso questo libro.
Naturalmente, non posso recensire una raccolta poetica che abbraccia un tempo così immenso, pertanto ho scelto di trattare di un periodo specifico della poesia cinese, quello della dinastia dei T’ang (618-905 d.C.).

Questa viene considerata l’età dell’oro tanto della poesia quanto della pittura cinese, e infatti molti poeti si cimentarono in entrambe le discipline: le loro opere sono come quadri composti, anziché da colori, da parole e suoni. A intrecciare ulteriormente fra di loro poesia e pittura è la calligrafia, considerata anch’essa un’arte a tutti gli effetti. Anche la metrica subisce un miglioramento: se nelle epoche precedenti i versi erano perlopiù liberi, ora i metri impiegati si adattano perfettamente alla natura monosillabica della lingua cinese.

Ehi morte, ti unisci a noi?

Tralasciando ora la forma, passiamo ai contenuti: quali sono i temi più ricorrenti della poesia di questo periodo? Bisogna tener presente che fu un’epoca prospera sia culturalmente che economicamente, ma la politica tenuta dalla dinastia T’ang fu principalmente di tipo espansionistico: ciò, chiaramente, comportò un susseguirsi di guerre, e la morte era una presenza fissa nella vita di tutti i giorni. Questo clima si rivela nelle poesie di due dei più grandi poeti di questo periodo, Li Po e Tu Fu: se Li Po canta le meraviglie del vino, la bellezza di inebriarsi e di astrarsi dal mondo “con la testa appoggiata a un guanciale di nuvole azzurre“, Tu Fu invece guarda con attenzione alle tragedie che lo circondano, canta le disgrazie dei genitori e delle giovani spose che sono rimasti a casa ad attendere, vanamente, il ritorno del loro soldato.

Oh, invero, avere dei figli è una sventura!
Si è più contenti se nascono delle figlie:
Almeno, cresciute, si sposano ad un vicino.
Ma i corpi dei figli si sfanno coll’erba, nei campi…

(Tu Fu)

Molte poesie dell’epoca T’ang hanno quindi accenti oraziani, si invita a cogliere l’attimo, a godersi la vita finché si è in tempo, e a scacciare con il vino il dolore e la paura.
Un altro tema, particolarissimo ed emozionante, che ricorre nelle poesia T’ang è quello della tragica storia d’amore tra l’imperatore Hsüan-tsung, finissimo esteta e cultore delle arti, e la sua favorita Yang Kuei-fei. La favorita era odiata dalla popolazione, soprattutto a causa del corrotto fratello, eletto primo ministro. Scoppiò quindi una rivolta e l’imperatore dovette obbedire alla volontà del popolo, sentenziando per lei la morte. Proprio a questa storia dedicò una delle sue poesie più belle il famoso poeta Po Chü-i:

Il settimo giorno del settimo mese lunare,
nel Palazzo della Longevità,
soli insieme, nel più profondo della notte,
ci confidammo in segreto
che saremmo stati in cielo una coppia inseparabile di uccelli alati,
che saremmo stati in terra come due rametti strettamente intrecciati.
Il cielo e la terra sembrano dover durare per sempre, ma avranno fine.
Ciò che invece non avrà mai fine sarà questo nostro eterno rimpianto.

(Po Chü-i)

Popolare, non migliore

A proposito di Po Chü-i, bisogna dire che, per quanto la critica non consideri il suo talento al livello degli altri due poeti citati, Li Po e Tu Fu, egli fu il più popolare dei poeti T’ang. Probabilmente la sua fama derivava dalla semplicità delle sue poesie: pare infatti che avesse l’abitudine di leggere i suoi componimenti a una vecchia contadina, e modificava i passaggi e le espressioni che questa non riusciva a capire. Con il tempo l’astro del suo successo calò, ma il suo mito rimase vivo in Giappone, dove addirittura veniva considerato una divinità shintoista.

Spero di aver suscitato il vostro interesse nei confronti di questa letteratura tanto bella quanto spesso ignorata.

Buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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Una risposta

  1. Zelda ha detto:

    Hai catturato la mia attenzione e non conoscevo questo libricino dedicato alle liriche cinesi.