Le più belle storie dei Re Magi – Stefania Lepera

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In sintesi:

le più belle storie dei re magi libro per bambini di stefania lepera edito da gribaudo

Sembrava un bambino come tutti gli altri, piccolo, tenero e indifeso. In effetti era un bambino come tutti gli altri, e forse proprio in questo stava la meraviglia della sua nascita.
I Magi si avvicinarono piano piano, e si inginocchiarono davanti all’umile famigliola.
«Siamo venuti da lontano e abbiamo viaggiato a lungo,» esordì Gaspare «per venire a rendere omaggio al Re dei re.»

La luce di una stella

Sappiamo già tutto delle peripezie affrontate da Maria e Giuseppe per trovare un posto caldo e accogliente a Betlemme. Che cosa hanno passato invece i Re Magi, i sapienti studiosi, da terre remote incamminatisi per seguire la luce di una stella?
Stefania Lepera, dopo aver provato a immaginarlo, ce lo racconta in un adorabile libro per bambini illustrato da Giulia Rossi, Le più belle storie dei Re Magi.

Il saggio guarda il dito, non la stella
le più belle storie dei re magi libro per bambini di stefania lepera edito da gribaudo

Baldassarre, Gaspare e Melchiorre alle prese con misteriose carte.

I Re Magi erano tre “signori dall’aria distinta”, rispettabili, dotti, grandi esperti di astronomia, filosofia e scienza: il loro viaggio iniziò proprio da una biblioteca, in cui si erano riuniti per cercare di scoprire il luogo di nascita del “più grande re di tutti i tempi”, annunciato dalle profezie…

«Cari colleghi, mi sembra evidente…» disse uno dei tre, che si chiamava Melchiorre e aveva una bella barba bianca.
«Chiarissimo…» aggiunse Baldassarre, quello senza barba.
«Lampante…» confermò l’ultimo, che si chiamava Gaspare.
«…che non ci si capisce niente» ammise Melchiorre.
«Nulla» confessò Baldassarre.
«Alcunché» riconobbe Gaspare.

Affannati com’erano a leggere e studiare le loro carte per cercare un indizio, i distinti Re Magi non si accorsero che fuori dalla biblioteca tutti erano in visibilio per la comparsa di una luminosissima stella e, se il bibliotecario non li avesse avvertiti, probabilmente sarebbero ancora lì oggi a farsi domande e a grattarsi la testa:

I tre sprofondarono di nuovo nel silenzio.
«E se…» disse Gaspare dopo un po’ «se il messaggio fosse di tipo soprannaturale? Non so… Un segno dal cielo, come un volo di uccelli, una nuvola, una stella…»
«In questo caso ce ne saremmo già accorti» replicò Melchiorre.
«Siamo astronomi esperti, non ci sfugge nulla» ribatté Baldassarre.
«Signori! Miei stimati Magi, ma cosa fate qui dentro? Non avete visto?» disse in quel momento una voce. Era il bibliotecario, che arrivava trafelato dalla strada.
«Venite, presto, c’è bisogno di voi!»

Maestosi, istruiti… svampiti

Stefania Lepera mette subito in chiaro un loro curioso tratto caratteriale: i Re Magi sono colti e incredibilmente istruiti, certo, ma sono dotati di pochissimo senso pratico, e in molti momenti della vita quotidiana risultano goffi, perfino svampiti. È questa una vera finezza da parte dell’autrice: è riuscita a rendere i maestosi Re Magi dei personaggi assolutamente amabili, buffi e divertenti, simili al celebre professor Henry Jones sr. interpretato da Sean Connery.

Nel corso del libro, i tre si rendono spesso protagonisti di scenette spassosissime, in cui sono alle prese non con teorie filosofiche, pianeti e stelle, ma con oggetti di uso comune, appartenenti a persone umili e comuni lavoratori. Eccoli ad esempio che armeggiano impacciati con coltelli e rape:

Così, a Gaspare, Melchiorre e Baldassarre vennero affidati tre coltelli e una cesta di rape. Siccome non avevano mai cucinato nulla in vita loro, ma avevano studiato botanica, sapevano tutto su quegli ortaggi, tranne come andavano preparati.
«Ricordo di aver letto che vanno pelate» disse Melchiorre, studiando il bulbo con curiosità.
«Io credo che le rape non abbiano la buccia» disse Gaspare.
«Il dotto Assurh di Ninive scriveva che vanno affettate sottilmente, altrimenti sono indigeste» citò Baldassarre.
«Ma il sommo Elpidio di Alicarnasso sosteneva che vanno pestate per non disperdere le virtù nutritive» controbatté Melchiorre.
Alla fine dovette intervenire la moglie del contadino, che li istruì su come pulire le rape […].

La pelatura delle rape non è l’unica esperienza che i Re Magi vivono nel loro lungo viaggio, diretti a Betlemme: attraversando diverse città e paesi, apprendono degli innumerevoli piccoli miracoli che accadono ogni giorno, senza che nessuno se ne accorga. I tre sapienti fanno amicizia con una contadina che prepara provviste per i vicini, rimasti senza cibo a causa di un raccolto sfortunato, con un servo che è rimasto al fianco del suo padrone anche quando questo si è impoverito e ha perso la ragione, con un bambino che ogni giorno rischia la vita per nutrire un cane aggressivo e affamato, e con tante altre persone, la cui bontà e generosità colpisce profondamente i nostri tre protagonisti. Da questa gente umile e semplice, i Re Magi, uomini dotti che hanno letto così tanti libri da essere informati su tutto, apprendono nuove e preziose lezioni di umanità e altruismo:

«Quello che semini raccogli» disse l’uomo.
«Se fai del bene, riceverai del bene.
Se fai del male, riceverai del male. Siamo tutti rape dello stesso campo.»

Oro, incenso, mirra e… semi di pere

Per ciascuno di questi incontri, i Re Magi decidono di conservare piccoli e modesti oggetti da portare in dono al Re dei re: i famosi oro, incenso e mirra sono accompagnati da erbe, semi di pere, un cesto di vimini e altri umili cimeli che possano ricordare sempre al Nascituro la parte migliore dell’umanità. L’oro, l’incenso e la mirra sono d’altra parte doni degni di un re, ma non del Re di tutti i re:

«Eravamo curiosi di conoscerlo, e sapere su quali terre avrebbe regnato per avere un indizio sul suo destino» proseguì Baldassarre.
«Ma adesso abbiamo capito che il suo non sarà un regno basato su dominio e potere, non avrà eserciti né confini» aggiunse Melchiorre.
«Avevamo portato con noi alcuni doni, ma durante il viaggio ne abbiamo trovati altri ancora più preziosi» continuò Gaspare.
[…]
«Ti doniamo il buono che c’è nell’umanità» concluse Gaspare.
«Perché sull’umanità tu regnerai. In confronto, l’oro, l’incenso e la mirra che avevamo preparato all’inizio del viaggio sono nulla.»

Le più belle storie dei Re Magi è dunque una splendida lettura, l’ideale per chiudere le festività natalizie con un bel tocco di bellezza. Inoltre, garantisce ai propri lettori risate, tenerezza e puro intrattenimento. Che cosa si può chiedere di più a un libro per bambini?
Partite dunque anche voi con i Re Magi… e fate una buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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