L’asino non è stupido – Angela Salogni

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In sintesi:

l'asino non è stupido novella favola di angela salogni

Che vita triste: nasci, produci, muori. Non esci mai da quella baracca. E loro pensano che la vita difficile sia la mia.

Le favole non muoiono

Dai tempi di Esopo, sono tanti i pregiudizi che addossiamo agli animali: l’asino è tardo, la volpe furba e ladra, la gallina un po’ scema.
Angela Salogni ha invece scritto una favola in cui gli animali sono tratteggiati sì secondo i classici canoni dell’antropomorfismo, ma anche con una nuova e affascinante complessità.

Burro, il protagonista, è un asino di quattro anni, intelligente e idealista, alcune volte fin troppo, e ciò gli causa non poche agitazioni. Ha a cuore il bene e la tranquillità della sua famiglia, costituita dagli altri animali della fattoria e dai Nonni, gli umani che la gestiscono. Per questo, quando un giorno la gallina Tonina inizia a strillare che la Volpe le ha portato via le uova, è deciso a risolvere il caso; ma il guaio si infittisce e si complica nel momento in cui la Volpe nega risolutamente di essere coinvolta nel mistero. Chi mente, allora?

Morale a sorpresa

La morale, certo immediata e facilmente intuibile, è quella di non giudicare le creature dalle apparenze: l’asino, come viene sentenziato già sulla copertina, non è uno stupido, e la volpe non è necessariamente la cattiva della situazione.

Ma limitarsi a questa chiave di lettura significherebbe banalizzare la favola, restando sulla superficie: no, basta avere l’occhio solo un po’ più attento e si scorge subito una certa profondità. Nel racconto c’è infatti qualcosa di più, forse pienamente comprensibile solo dagli adulti, motivo per cui L’asino non è stupido non può essere indirizzato soltanto a un pubblico di bambini: e questa è una considerazione che ritorna spesso, quando si ha una mente aperta e per le mani capitano libri a prima vista semplici e infantili. È così per Tom Sawyer, ad esempio.

Burro è sì un asino intelligente, ma è anche profondamente buono e dunque un po’ ingenuo: lui e gli altri animali della fattoria vivono nella convinzione – o forse nell’illusione – di far parte tutti quanti di una famiglia unita, al cui vertice vi sono i gentili e affettuosi Nonni. Di loro nessuno dubita, neanche di fronte a eventi sospetti:

Ogni tanto mi chiedo quale sia l’utilità dei maiali nella fattoria, visto che sono gli unici a non produrre nulla. Poi penso all’anno scorso, quando Gedeone il Grasso è improvvisamente sparito. La gatta dice che pochi giorni dopo la scomparsa di Gedeone, la cantina dei Nonni ha iniziato a riempirsi di cibi profumatissimi, appesi al soffitto.

L’unica che ci vede lungo è la Volpe (è pur sempre un animale classicamente astuto, e, soprattutto, è ancora in qualche modo “selvatica”), però anche Tonina intuisce la verità, pur non sapendo e non riuscendo a trarre tutte le conclusioni, in barba, come dicevo, alle radicate e scontate credenze che giudicano sciocche le galline. È per questo che la povera Tonina è tanto agitata nel vedere le sue uova diminuire di giorno in giorno, e la sua (fondata) preoccupazione stride con la placida tranquillità degli altri animali della fattoria.

Avendo poi intuito a grandi linee quale potrebbe essere il suo destino di gallina ormai non più giovane, Tonina decide di ribellarsi: passa da vittima isterica a padrona della propria vita, conferendo alla favola una morale piacevolmente inattesa e per nulla prevedibile:

Non posso volare alto, non posso correre veloce. Lo so chi sono.
Ma essere una creatura semplice non dovrebbe trattenermi dall’essere una creatura felice. E non dovrebbe trattenere neanche voi.

Bella, divertente, coinvolgente

Angela Salogni ha un talento non così diffuso e non così apprezzato come dovrebbe, quello di saper scrivere con uno stile semplice, ma non semplificato. La narrazione affidata a Burro scorre fluidamente, è frizzante e spiritosa, ed è impossibile non sorridere mentre si legge. Penso al finale, quando il lettore è sulle spine mentre aspetta di capire chi ha rubato le uova di Tonina, e Burro invece racconta della sua giornata, dimentico di spiegare “com’è andata a finire quella storia”; si ricorderà del “dettaglio” solo dopo aver elogiato la bellezza dell’alba in campagna.

È una favola ben scritta, ben realizzata, divertente, coinvolgente e che porta a riflessioni che hanno un valore pedagogico certo non indifferente. Gli unici appunti che mi sento di fare, perché un occhio critico e sincero non può sorvolare, riguardano la forma (qualche errore grammaticale qua e là) e soprattutto la veste grafica. L’asino non è stupido ha la grossa pecca di non avere illustrazioni. Ed è davvero un peccato, perché lo meriterebbe. La Volpe che gioca di notte con le fate dell’acqua, Burro e la mucca Berta che si godono la luce del sole sul prato, il sole che sorge in campagna: sono tutti quadretti dolci e deliziosi, che solo ad immaginarli riempiono il cuore di tenerezza, e dispiace non vederli rappresentati su carta. Dispiace a me che sono adulta, figuriamoci ai bambini!

Perciò, dico chiaramente che l’autrice deve credere di più nel suo libro, lavorando un po’ per perfezionarlo, ché c’è davvero molto potenziale da esprimere, oltre all’ottima prova già data. A voi lettori (perché l’autore può credere in sé stesso e lavorare quanto vuole, ma se il pubblico è pigro… ) raccomando non solo la lettura della favola, magari in compagnia dei vostri piccoli, ma anche consiglio di tenere d’occhio l’autrice che, ne sono certa, darà ancora soddisfazioni.

Buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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5 risposte

  1. Maria+Domenica ha detto:

    Una favola semplice ma anche amara nella sua trama e con una caratterizzazione dei personaggi che fa riflettere: un ottimo consiglio letterario. Cercherò di non perdermelo.
    Maria Domenica

  2. mary pacileo ha detto:

    sembra essere proprio una bella trama, un libro che mi incuriosisce

  3. lucia ha detto:

    bellissima storia, con una morale che dovremmo sempre tener presente, perchè un libro non si giudica mai dalla copertina

  4. amalia+occhiati ha detto:

    Amo le favole, sono belle, ti coinvolgono e ti lasciano sempre un insegnamento.

  5. Lucia ha detto:

    Sebra proprio una bella favole adatta a tutte le età!