L’arrivo di una strana primavera – Franco Faggiani

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Lei mi aveva lasciato sbraitare e alla fine, con un sospiro, mi aveva detto: «Va bene, prendo atto che sei anche diventato razzista».
«Razzista! Io! Ma come ti viene in mente?».
«Sì, perché ce l’hai coi vecchi canadesi. Che differenza fa se aiuto questi qui e non gli anziani della Valle di Susa? […]».

Un po’ come Young Sheldon

L’arrivo di una strana primavera è un racconto spin-off di Franco Faggiani, che vede alle prese con un evento insolito i protagonisti di un altro romanzo del medesimo autore, La manutenzione dei sensi.

È solo leggendo la trama di quest’ultimo che si riesce a capire chi sono i personaggi e che rapporto hanno tra di loro, perché nel racconto si dà per scontato che il lettore li conosca già e non vengono quindi precisate ulteriori informazioni.

Decisamente come Young Sheldon

I protagonisti sono Leonardo, un uomo di cinquant’anni, e Martino, il figlio adottivo affetto da sindrome di Asperger, entrambi in fuggiti dal caos della città per trovare una nuova serenità tra i boschi in montagna.

È evidente che il racconto abbraccia con entusiasmo i peggiori stereotipi letterari degli ultimi anni: leggiamo degli ennesimi personaggi che trovano soluzione al loro male di vivere semplicemente vivendo a contatto con la natura, e poi dell’ennesima banalizzazione dell’autismo, che trova riscontro nell’ennesimo personaggio affetto in maniera non grave da sindrome di Asperger. Negli ultimi anni serie televisive e romanzi sono stati letteralmente invasi da una miriade di personaggi con tale sindrome, che, intelligentissimi e cinici, dovrebbero far ridere ma anche far riflettere il pubblico. Dovrebbero.

Ah, ah, ah… no

Infatti, stendere racconti cercando di emulare gli scambi di battute fra i personaggi delle sitcom non garantisce un buon effetto.
Nello specifico, leggere i piccoli battibecchi fra questo Leonardo, così compiaciuto della sua prole, e i suoi fenomenali figlioli, è quasi imbarazzante.

Per non parlare dell’inverosimiglianza degli eventi narrati, palese in quello che succede a Nina, un’altra figlia di Leonardo che pare viva all’estero: nell’estremo sforzo di abbellire il più possibile questo personaggio, Faggiani gli fa fare cose assurde, come consolare una cameriera che scoppia a piangere proprio davanti al suo tavolo perché il boss del ristorante – così scrive l’autore – le impedisce di andare al capezzale del padre, litigare con il suddetto boss, accompagnare la cameriera all’ospizio in cui è ricoverato il padre, constatare che il padre è morto e dare al personale dell’ospizio “una mano” (cosa vorrà mai dire? Pulizie? Donazioni di tipo economico? Impossibile sapere).

Proprio degli angeli, guarda

L’incredibile – nel senso letterale del termine, “non credibile” – avventura è raccontata nel giro di una pagina e mezza. E non ha alcun seguito, anzi, di Nina non se ne parlerà mai più, perché il fine ultimo di questa sciorinatura di eventi era uno solo: sottolineare come sono bravi, seppur testardi, ma comunque adorabili, i figli di Leonardo.

L’epopea dell’amabilità dei figli di Leonardo continua poi con Martino. Ora, accade che due uomini si accampano con una tenda nel giardino di Leonardo. Se ve lo state chiedendo, no, non si sono resi conto di aver piantato una tenda in una proprietà privata, nonostante Leonardo si sia accorto di loro semplicemente sbirciando dalla finestra di casa sua.

Poi arrivano anche E.T. e Giuda Ben Hur

I due uomini sono due fratelli, di cui uno autistico, che sono arrivati fin lì per disperdere le ceneri del fratello morto di coronavirus. Qui Faggiani, con l’autismo e il coronavirus, scocca ben due frecce dal suo arco per intenerire e commuovere facilmente il lettore: un volgare espediente per conferire spessore a una storia profonda quanto l’acqua di una pozzanghera.

A questo punto Martino, di certo cinico e distaccato ma, come era prevedibile, di buon cuore, si intenerisce e decide di aiutarli. E no, a nessuno importa più di tanto che disperdere le ceneri sia illegale in Italia.

E qui continuano gli eventi inverosimili: Martino invita i due uomini a farsi la doccia a casa sua, ma non li invita a cena per paura del contagio, salvo poi accompagnarli per aiutarli nel loro obiettivo.

Comunque sia, alla fine i buoni sentimenti vincono (su cosa non è chiaro, perché non si presentano mai ostacoli) sempre.

Ci fu un’idea: mettere insieme un gruppo di persone…

È evidente che questo racconto non vuole presentarsi come un’opera di grande levatura, e tuttavia lascia trasparire molto riguardo il proprio autore: trama inesistente, personaggi piatti che Faggiani tenta inutilmente di rendere sagaci, totale mancanza di un qualche tipo di riflessione che possa accendere una scintilla di pensiero nella mente del lettore.

Mancanze gravi, che diventano imperdonabili se si considera la ricchezza di spunti di riflessione che la quarantena ha offerto. Un autore che ha saputo coglierli è ad esempio il fumettista Zerocalcare: nei brevi video pubblicati su Facebook, ha rappresentato con ironia il lato divertente e il lato oscuro dell’umanità che è stata costretta per settimane in casa, portando il lettore a ridere, a penare e ad empatizzare con i suoi personaggi.

Lì dove Zerocalcare ha riflettuto, Faggiani ha proposto un superficiale e vacuo sentimentalismo: una grande occasione persa, sia per parlare sia per tacere.

In ogni caso, buona lettura.

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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5 risposte

  1. mary pacileo ha detto:

    non conoscevo questo libro, il suo titolo mi incuriosisce tanto

  2. M.Claudia ha detto:

    Una lettura scorrevole, delicata, coinvolgente e per nulla scontata. Mi sono innamorata di quei monti e dei suoi personaggi che spero di incontrare in altri racconti…Che copertina meravigliosa… da un senso di appagata serenità!
    Un titolo molto in sintonia con i tempi attuali!

  3. Isabella ha detto:

    Tornando i protagonisti di La manutenzione dei sensi, il fortunato romanzo di Franco Faggiani non mi é dispiaciuro questo spin off del suo libro, ha immaginato padre e figlio in affido alle prese con un incontro imprevisto, sullo scenario degli amati monti.

  4. Anna ha detto:

    Ti faccio i complimenti per la recensione completa, un libro che mi piacerebbe tantissimo leggere….lo inserisco nella mia wishlist

  5. Veronica ha detto:

    Devo dire che non ho mai letto nulla di Faggiani. La trama sembra interessante ma se ci sono grosse lacune, cominciando al non presentare i personaggi dando per scontato che i personaggi si conoscano dal suo precedente libro, non mi invoglia a comprarlo. Peccato.