L’altra faccia di un ricordo oscuro – Yi Kyunyŏng

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In sintesi:

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In questo mondo così grande non potrete vivere, se rimarrete soli. Prendetevi per mano e non lasciatevi, anche a costo delle vostre stesse vite. Dovrete vivere tenendovi per mano, sempre…

Passato ben presente

Questo è l’ultimo ricordo che il protagonista de L’altra faccia di un ricordo oscuro ha di sua madre. O meglio, è il ricordo che crede di avere di lei, in quanto l’ha persa in un tempo così lontano da apparire evanescente come un sogno. E tuttavia questo passato, che sembrava ormai dimenticato, torna a reclamare attenzione in una serata di svago, di tranquillità, di oblio.

Il nostro protagonista è un comune impiegato, senza particolari ambizioni, senza famiglia, senza amici, senza affetti: il suo nome non viene mai menzionato nel racconto, tanto il suo personaggio è amorfo e anonimo. Il Protagonista è Il Coreano contemporaneo, un uomo la cui sensibilità deve essere intorpidita per dimenticare il passato ed essere al passo con il boom economico della Corea del Sud.

Ma il passato non viene mai realmente cancellato, e torna non appena l’uomo abbassa le sue difese. Così succede al Protagonista: dopo una serata passata a ubriacarsi, egli si trova il mattino dopo molto lontano da casa, senza sapere come, e soprattutto senza la borsa che conteneva importantissimi documenti di lavoro. Il Protagonista ripercorre dunque bar e strade per ritrovare l’oggetto perduto, ma nel tentativo di ricordare quanto accaduto poche ore prima, si aprono nella sua mente squarci su un passato molto più remoto, su persone che aveva dimenticato e verso le quali aveva soppresso ogni sentimento.

Formiche sole

Sfogliando le pagine scopriremo infine come si nascondano infinite tragedie all’interno di quell’enorme formicaio che è Seul, dietro quelle facce inespressive intente a lavorare e dimenticare, tragedie acuite dal fatto che ciascuno le vive e subisce da solo: a questo punto diventa evidente che l’autore, con quel “prendetevi per mano”, esorta alla riunificazione delle due Coree, vedendole come due sorelle separate; e, più in generale, Yi Kyunyŏng invita a una solidarietà tra esseri umani nella sofferenza, lanciando un messaggio che tanto ricorda La ginestra di Leopardi.

E per scoprire un po’ di più il panorama culturale coreano contemporaneo, c’è la recensione di Figlie del mare, ambientato in Corea sotto il dominio giapponese (1895-1945).

Buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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