La sirena e Mrs Hancock – Imogen Hermes Gowar

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In sintesi:

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Una perdita non è un vuoto.
Una perdita è una presenza tutta particolare: una perdita occupa spazio; una perdita nasce proprio come ogni altra cosa vivente.
Tu credi che le tue braccia siano vuote, e invece io sarò lì.

Giudicare dalla copertina

Scommetto che molti di quelli che si sono avvicinati a La sirena e Mrs. Hancock, l’hanno fatto per via della copertina: bellissima, evocativa. Ma andando oltre questa, anche la trama risulta affascinante: nel settembre del 1785 Jonah Hancock riceve in dono una sirena, anziché le porcellane che è solito rivendere. Una sirena che non ha nulla della protagonista della favola di Andersen, ma ha anzi un aspetto mostruoso. Ciò che per Jonah Hancock sembra profilarsi come una catastrofe, diviene invece una fonte di guadagno. Esibendo la sirena non solo si arricchisce, ma incontra e si innamora di una delle più belle prostitute di tutta Londra, Angelica Neal. Per avere la possibilità di parlarle, Jonah commissiona un’altra spedizione per catturare una nuova sirena, viva, da offrirle come omaggio. Ma la seconda sirena sarà realmente portatrice di disgrazie…

Compito a casa

Primo romanzo di Imogen Hermes Gowar, il libro ha un’impostazione “scolastica”: c’è sempre qualcosa nella narrazione che ricorda qualche altra storia già letta, riallacciandosi a una tradizione narrativa leggera e disimpegnata.
Non è nuova la protagonista nelle vesti di prostituta che si redime, non è nuova l’ambientazione londinese della fine del Settecento, né l’amore di un uomo mediocre per una donna bellissima: ma tutto è narrato nel migliore dei modi, con il proposito di intrattenere il lettore e di avvincerlo alle proprie pagine. Così i personaggi, seppur non originali, hanno una psicologia approfondita e catturano l’attenzione e la simpatia del lettore.

Oltre a sfruttare ambientazioni e intrecci che hanno sempre una grande presa sul pubblico, l’autrice decide di inserire un elemento magico, che possa dare una sferzata di novità alla trama: una sirena.

Direi… così no

In realtà, non sono sicura che questa iniziativa sia perfettamente riuscita: sono molto interessanti le caratteristiche al limite del demoniaco che le vengono attribuite, e il ruolo che ricopre nella storia, prima di banale oggetto decorativo e poi di protagonista, ma quello della sirena sembra un personaggio che appesantisce anziché arricchire una trama che sembra già sufficientemente completa di per sé.

Anche il finale non convince: come i personaggi ben descritti e l’ambientazione storicamente accurata, è “come deve essere”, un compitino fatto in casa davvero ben eseguito.
Ma, se è vero ciò che dicono alcuni critici letterari, ovvero che a un certo punto i personaggi prendono vita e fanno cose che l’autore non si sarebbe sognato di far fare loro, allora è anche vero che i personaggi di La sirena e Mrs Hancock supplicavano un finale diverso.

Il finale (che ovviamente non posso svelare) è classico e rassicura il lettore, ma non è in linea con la bestialità di quella creatura mostruosa che è la sirena e con le manie di grandezza proprie della prostituta Angelica, che oltretutto subisce un cambiamento di carattere troppo drastico.
Mi è parso che l’autrice abbia costretto i propri personaggi a rientrare nel finale, come lo stalliere che impone allo scalpitante cavallo da corsa di rientrare nel recinto, quando il potenziale non è stato ancora completamente espresso ed esaurito.

Un tocco leggero leggero

Anche la ricostruzione della società londinese, seppur ben descritta in tutte le sue sfaccettature, manca di incisività: vengono abbracciati tutti gli strati sociali, dai nobili raffinati e corrotti alle mezzane doppiogiochiste, ma alcuni filoni molto interessanti della storia, come il tentativo di integrazione nella società dabbene delle ragazze “perdute” e il senso di emarginazione dei mulatti e dei neri, vengono appena accarezzati dalla penna dell’autrice e risolti in maniera troppo semplicistica.

Questo difetto di non “approfondire” e di non osare fa sì che La sirena e Mrs Hancock sia un romanzo molto gradevole, ma che non lasci, dopotutto, un segno. Mi è piaciuto leggerlo, ma a distanza di anni non conserverò immagini e sensazioni vivide di questa storia, come invece mi accade per Il petalo cremisi e il bianco, la cui ambientazione e trama ricordano vagamente quelle del romanzo in questione.

Sì e no

In conclusione La sirena e Mrs Hancock è un romanzo dalla struttura impeccabile, leggero e anche avvincente: non credo che possa soddisfare i lettori più esigenti e chi cerca emozioni forti e storie indimenticabili, ma è sicuramente adatto a chi vuole passare un pomeriggio piacevole in spiaggia, disimpegnando la mente con una storia scorrevole.

Buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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