La profezia della curandera – Hernán Huarache Mamani

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In sintesi:

la profezia della curandera romanzo di hernán huarache mamani edito da piemme

La donna è il ponte teso verso l’eternità, è il senso dell’ordine morale, intellettuale, spirituale, è uno stato di coscienza. Non appena l’uomo avrà realizzato lo scopo per il quale è venuto sulla terra, non appena si sarà unito al cielo e alla terra, allora si ricongiungerà con il Creatore e la donna sarà il ponte che gli permetterà di accedere a lui.

Diagnosi: poteri magici

Ho letto La profezia della curandera aspettandomi pressappoco la classica storia della protagonista che riesce a imporsi in barba al maschilismo, arricchita da informazioni sugli indigeni peruviani e sul loro rapporto con gli europei: in fin dei conti una lettura non troppo impegnativa, del tipo che avvince e trasmette una morale senza spossare il lettore.
Non ero preparata, soprattutto a causa delle numerose recensioni entusiaste, al reale contenuto del libro.

Hernán Huarache Mamani scrive di Kantu, una bella ragazza india. Un giorno viene colpita da un fulmine ma riesce a sopravvivere, acquisendo il potere di vedere nel futuro.
Ora, nella cultura andina, si crede che chi è colpito da un fulmine e non muore acquisisca poteri magici e di guarigione, i quali devono essere messi al servizio della comunità: si può dunque ben immaginare il percorso della trama, la quale sembra essere abbastanza interessante, non è vero? Ah!

A causa del nuovo potere, Kantu ha continue visioni e, controvoglia, è costretta dalla madre che la vede molto stressata a recarsi da un curandero, per rimettere in sesto il suo spirito. Per chi non lo sapesse, il curandero è qualcosa di simile a uno sciamano: non è un relitto del passato, ma una figura ibrida, che preserva i residui delle credenze tradizionali (ossia ciò che non è stato disperso e distrutto dai missionari) integrandoli spesso con elementi estranei, a volte molto moderni. È un professionista che potremmo ritrovare nel centro benessere ultraterreno di Gramellini, per intenderci.

Iniziazione molto sessuale

Ma torniamo alla trama: disattendendo le aspettative di cui parlavo sopra, Kantu decide di non usare il suo potere, poiché non vuole stravolgere la sua quotidianità, e chiede al curandero di liberarla dal fardello.
È esaudita e va avanti quindi con la sua vita, fino a quando a una festa incontra Juan, un bianco, di cui si innamora. Egli però la usa solo per il proprio piacere e non ha alcuna intenzione di iniziare una relazione.

A seguito di ciò, Kantu torna dal curandero per sapere il modo di sviluppare un potere sufficiente a tenere vincolato a sé Juan, iniziando così il percorso iniziatico per divenire ella stessa una curandera.
A questo punto è facile, recupera i poteri del fulmine, giusto? Sbagliato, perché la possibilità di prevedere il futuro è stata estirpata professionalmente dal curandero: ma non è mica un problema, Kantu infatti ha doti magiche innate. Come ogni donna, del resto.
Qui cominciamo a capire che l’autore sta cucinando un minestrone: se Kantu aveva già dei poteri, posseduti da qualunque altra donna, quale ruolo gioca il fulmine nella trama? Sembra poco più di una scusa per dover andare dal curandero; ma almeno suona meglio di una gastroenterite.

Ad ogni modo, Kantu inizia il suo cammino spirituale fatto di esercizi, prove e pratiche sessuali molto carnali con il suo maestro: perché evidentemente il maestro cerca dentro di lei i poteri sopiti. Ed è qui che il romanzo getta la maschera e svela il suo vero volto di paccottiglia alla Paulo Coelho, infatti proseguendo la lettura troveremo tante affermazioni come:

La donna possiede una zona occulta situata all’altezza dell’osso sacro: i suoi organi sessuali, che hanno un potere magnetico. È lì che si celano tutti i desideri e gli aneliti dell’umanità.

Sono fondamentalmente due i tipi di energia che entrano nel tuo corpo per equilibrare e purificare la tua energia personale: dalla narice di destra entra energia lunare, da quella di sinistra energia solare.

E non mancano nemmeno i segreti di bellezza, però molto spirituali:

Se vuoi aumentare la tua bellezza, migliorare il magnetismo della tua pelle, per alcuni giorni all’alba lavati il viso con l’acqua del plenilunio del mese di novembre e vedrai come il tuo volto supererà in attrazione tutti gli altri.

Diesel, benzina, psicocinesi

Ma sopra ogni cosa, il libro si concentra su ciò che il futuro ha in serbo per la donna: macché equi stipendi, solo amore e armonia. Secondo un’antica profezia andina, il mondo nel Terzo Millennio “subirà dei grossi cambiamenti climatici che si ripercuoteranno sulla salute, sull’economia, sulla organizzazione sociale della umanità”, di quali ci si potrà difendere solo se “nel cuore della donna continuerà a brillare la luce dell’amore”.
Due appunti: un cuore che brilla potrebbe non essere pieno d’amore, ma di cesio 137 e poi, in nome del cielo, di quale cavolo di profezia si sta parlando?

Oh, non c’è tempo per questo: bisogna pensare alle scuole, che sono accusate di avere uno stampo maschile. Il sapere lì appreso impedisce alle donne di sviluppare la loro femminilità, perciò è opportuno rivoluzionare i percorsi di studio, introducendo nuove materie. Strutture algebriche e ingegneria dei materiali? Nah! Medicina olistica e psicologia: oh, queste sì che possono far sfruttare all’essere umano il 90% delle sue capacità non ancora utilizzate. Certo, quali siano queste capacità Mamani non lo dice: può darsi che gli psicologi possano imparare a muovere le cose col pensiero, quindi si potrebbero mettere degli psicologi nel vano motore delle nostre automobili e via, inquinamento eliminato e disastro climatico scongiurato!

Ebbene, lettori, in questo libro le credenze animistiche (ma lo sono davvero?) e la magia non sono giusto accennate per dare un tocco di mistero alla storia, come accade in tanti romanzi del realismo magico, sono bensì l’unico argomento del libro, e fungono da portale attraverso cui possono transitare le teorie dell’autore. La “trama”, se così posso definire un intruglio di eventi, non è che il rivestimento di una propaganda a tutti gli effetti. Però, dico io, insegnare o insinuare di poter migliorare la società con vibrazioni positive e decotti di erbe è da ingenui, se non da folli.

Stile color rame

Quasi dimenticavo, lo stile: sembra di leggere una fanfiction di trecento pagine. Oltre alla trama male architettata, il romanzo è scritto in maniera infantile e con un vocabolario poverissimo, i dialoghi sono assolutamente innaturali, e numerose sono le ripetizioni immotivate, complice anche una traduzione che definirei superficiale. Per fare un esempio, la pelle di tutti gli indios del romanzo è descritta nello stesso modo:

[Kantu] aveva la pelle morbida e vellutata, color rame.

I suoi [della madre di Kantu] piccoli occhi vivaci donavano vita al suo viso color rame scavato da qualche ruga.

Il conducente, un indio corpulento, dalla pelle color rame e piuttosto taciturno […]

In conclusione, La profezia della curandera racconta una storia… poco interessante e con una morale molto discutibile, narrata per di più con poca, che vale “nessuna”, maestria. Come possa aver ricevuto tante recensioni positive è per me un assoluto mistero.

Ma se siete degli emulatori di Roberto Giacobbo e risolvere misteri è il vostro pane, vi auguro buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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2 risposte

  1. Ti dico solo che ho iniziato a leggerlo ieri! E non aggiungo altro!

  2. flavia ha detto:

    in realtà questa volta mi hai incuriosita..mi sa che mi tolgo il dubbio e lo leggo