Jelena Balšić e le donne nella cultura medievale serba – Svetlana Tomin

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In sintesi:

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Così, il desiderio della ricchezza e la gloria vanitosa, insieme al piacere, non lasciano a noi che siamo in bilico nel mare di questa vita vanitosa di raggiungere la luce dell’onorevole e incorporea esistenza. Perché gli occhi dell’anima si sono offuscati a causa delle sofferenze e della confusione che sono nel mondo.

Nasce una cultura

Originariamente localizzati fra il mar Baltico e i Carpazi, le genti slave iniziarono ad oltrepassare le barriere montane a nord della penisola balcanica a partire dal III secolo d.C. Qui, si fusero con le popolazioni autoctone: gli Illiri e i coloni romani. Proprio la cultura latina e bizantina influenzarono notevolmente le nascenti culture slave; ciò è evidente in particolare nella prima fase della letteratura medievale serba, durante la quale le opere concernevano principalmente tematiche religiose e moralistiche, ispirandosi ai modelli bizantini. Nella seconda fase, intorno al XIII secolo, l’affermarsi del potere statale serbo e dell’alfabeto cirillico, che consentì finalmente la trascrizione delle lingue paleoslave, incoraggiarono una fiorente e meno imitativa letteratura. Centri di questa nuova cultura serba furono i monasteri, come quello di Chilandari nella zona meridionale del Paese.

Femminismo? Non ci serve

Importantissime nella letteratura e nella civiltà serba, furono le donne: tutt’altro che dame delicate pronte a mettersi sempre da parte, esse conoscevano il greco, le arti, ed erano abili nel ricamo quanto nella politica, trattavano con i Turchi e sostenevano con forza i loro mariti e figli sovrani. 

Il libro di Svetlana Tomin, irrinunciabile per gli appassionati degli studi di genere, si propone di approfondire queste figure, dando loro il giusto spazio nella storia e nella letteratura: vengono trattate le biografie e le opere dell’audace principessa Milica, della raffinata Jelena Balšić, della sensibile monaca Jefimija, e di altre ancora, che parteciparono attivamente alla storia del loro Paese, lanciando con le loro poesie e lettere misticheggianti e malinconiche il canto del cigno della letteratura medievale della Serbia, prima che questa fosse sopraffatta definitivamente dai Turchi.

Apriamo un po’ la mente

Perché limitarsi alle già conosciutissime Virginia Woolf, Jane Austen e sorelle Brontë? È bene estendere la propria conoscenza fino a toccare le voci di queste artiste fiere e nobili; approfittandone per approfondire una letteratura, quella serba e più genericamente jugoslava, ingiustamente lasciata da parte dalla cultura popolare.

Buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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