Ingredienti per una vita di formidabili passioni – Luis Sepúlveda

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In sintesi:

luis sepulveda ingredienti per una vita

In un angolo di Bergen-Belsen, vicino ai forni crematori, qualcuno – non so né chi né quando – ha scritto delle parole che sono le fondamenta del mio essere scrittore, l’origine di tutto ciò che scrivo. Quelle parole dicevano, dicono e continueranno a dire finché esiste gente decisa a sacrificare la memoria: «Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia». Mi sono inginocchiato davanti a quelle parole e ho giurato che, chiunque le avesse scritte, io avrei raccontato la sua storia, gli avrei dato la mia voce perché il suo silenzio smettesse di essere una lapide carica del più infame degli oblii. Per questo scrivo.

Confessione

Ingredienti per una vita di formidabili passioni si potrebbe considerare come il riassunto dell’esperienza letteraria e di vita di Luis Sepúlveda. Nei ventisette racconti che compongono l’opera, l’autore non si nasconde più dietro a personaggi fittizi, ma si mostra in tutta la sua umana essenza.

Scopriamo un Sepúlveda che si ritiene uno sconfitto, che ha tanto lottato per i suoi ideali e non è riuscito a realizzarli come avrebbe voluto; scopriamo un autore che non dimenticherà mai l’amico Freddy Taberna, vittima della dittatura cilena, che poco prima di essere fucilato cantò la Marsigliese socialista. Quello stesso amico che un giorno l’aveva condotto a guardare fiorire le rose di Atacama, le quali vivono solo un giorno prima di soccombere al calore del deserto.

Turbine di emozioni

Scopriamo la rabbia per il suo paese, il Cile, ma anche la nostalgia per il calore della sua gente, sempre solidale a dispetto degli eventi catastrofici che la scuotono.

Ma oltre a questo Sepúlveda triste e arrabbiato, ritroviamo anche il narratore amante della piccole cose, che i lettori conoscono e adorano: il pesce fresco, i piedi nella sabbia, il cielo stellato nel deserto, una cena in famiglia o con un amico, un cane che ti saluta scodinzolando quando ritorni a casa… questi, per l’autore, sono gli ingredienti per un’esistenza che vale la pena vivere.

Dalla parte dei vinti

Ma l’aspetto che più di tutti emerge dalla raccolta di racconti, è la vicinanza di Sepúlveda ai vinti, ai senza voce, ai sottomessi, ai dimenticati. D’altra parte, l’autore impugna la penna come un cavaliere impugna la spada: per difesa. Sepúlveda afferma infatti che non potrebbe scrivere senza la consapevolezza di star rappresentando il proprio paese, e l’umanità intera. La sua letteratura quindi non è mai semplice estetica, fine a sé stessa, ma è il mezzo con il quale un ideale cerca di attecchire nelle menti fertili.

Sebbene gli sforzi di Sepúlveda non abbiano ottenuto i risultati sperati, le sue storie e riflessioni lasciano un testamento, e forse anche una missione, alle generazioni future.

Buona lettura, e buona missione.

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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3 risposte

  1. M.Claudia ha detto:

    Di Luis Sepúlveda ho in casa il libro Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, il covid19 ci ha portato via un grande scrittore, leggerò anche questo romanzo. Grazie

  2. amalia occhiati ha detto:

    uno scrittore che ho conosciuto nell’altro suo libro, che mi e’ piaciuto molto, non sapevo l’esistenza di questo libro ma me lo segno.

  3. mary pacileo ha detto:

    un titolo che mi attrae molto, sarei curiosa di leggerlo