Il buongiorno si vede dal vicino – Federica Leone

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In sintesi:

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Ma come osava introdursi in casa mia senza permesso, spogliarsi e insultare la mia intelligenza?

Perla di gran prezzo

In giro è possibile trovare libri autopubblicati di valore, che le case editrici hanno ciecamente rifiutato per seguire le mode dettate dai gusti capricciosi di un pubblico sempre più estraneo all’arte autentica. A intralciare la ricerca di questi tesori, però, ci sono libri come Il buongiorno si vede dal vicino.

Togliamoci subito il dente della trama, che è del tipo più banale, per il genere chick-lit: la protagonista è una ragazza goffa e insicura che fatica ad imporsi sul posto di lavoro, e però le piove addosso un riccone dalla bellezza statuaria, stanco delle sgallettate che gli stanno intorno solo per i soldi, il quale si innamora della semplicità della protagonista; scontato dirlo, dopo qualche peripezia, alla fine lei si sistema a vita. Questo è il nocciolo, è l’oliva che c’è intorno che sconcerta.

Categoria: umorismo

Come è detto nel saggio Breve storia della letteratura rosa, i romanzi d’amore rispondono al bisogno femminile di opporsi, con un po’ di sogni e fantasie, al grigiore della vita.
Però la trama è grosso modo sempre la stessa, perciò occorre impegnarsi affinché sia personalizzata e a suo modo originale. E l’autrice, spiace dirlo, qui non si impegna un granché.

Si impegna principalmente a suscitare l’ilarità del lettore. Ci prova con una serie di scenette un po’ pepate, un po’… strane, ecco. Leggiamo:

Ahimè, da quando lo avevo visto in tutta la sua esemplare maestosità, non facevo che rivederlo nella mia testa e… sognarlo.
Già, sognavo il suo […]

Fermiamoci, per carità! Questo è un blog gentile, se riportassi il brano così com’è, Il pesciolino d’argento che conoscete potrebbe sparire per sempre! Nel testo c’è una brutta parola, una parola che inizia con “c” e finisce con “azzo”; e l’autrice deve averne comprato i diritti, perché la inserisce a profusione nel romanzo. Io i diritti non li ho, quindi userò al suo posto la parola “bongo”. Torniamo dunque al nostro brano:

Ahimè, da quando lo avevo visto in tutta la sua esemplare maestosità, non facevo che rivederlo nella mia testa e… sognarlo.
Già, sognavo il suo stupido bongo.

Questo ci fa sapere la protagonista, Zoe, dopo essere andata a lamentarsi dal vicino Seth per certi rumori molesti da amplesso che non le danno pace. Il vicino, ovviamente bellissimo, non solo è un giovane milionario, ma possiede anche doti straordinarie di norma non immediatamente visibili. Ma lei come se ne accorge? Be’, il vicino apre la porta nudo, incurante della morale pubblica e del fatto che il suo bongo, sempre a detta di Zoe, soffre di qualche disturbo cognitivo.

Cinquanta sfumature di bongo

No, Zoe non è granché infastidita da tale nudità. Certo, è uno sconosciuto; certo, nella vita reale si tratta di molestia sessuale; e certo, se il personaggio fosse stato calvo e con la pancia…
Oh via, tutto ciò che conta è che Seth (questo il nome del vicino) è bello, biondo, con gli addominali scolpiti e un grande, stupido bongo: ciò è sufficiente perché la protagonista non sia più di tanto turbata dall’evento e anzi cominci a innamorarsi. Il bongo le avrà lanciato un’occhiata ammaliatrice?
Continuiamo a leggere:

La sua stupida faccia, il suo stupido sorriso e il suo stupido bongo mi tormentavano, e io non sapevo che cosa diamine fare e, cosa più importante, neppure perché tutto ciò mi sconvolgesse a tal punto.

Forse il bongo è stupido, ma pare avere delle doti da mentalista, perché Zoe ne esce psicologicamente provata. O forse il bongo è un soldato, un poliziotto, perché ha un certo fare militaresco:

Era lì, sull’attenti, che mi puntava contro con fare arrogante, bellicoso.
Un bongo poteva essere bellicoso?

e si sa, il fascino della divisa è irresistibile (anche se il nostro amico bongo la divisa se l’è tolta). Continuando il giro nella psiche di Zoe, scopriamo altri dettagli della sua cartella clinica, cioè, volevo dire del suo modo di vedere la vita:

Una volta credetti di aver contato almeno fino a sette, ma mi costrinsi a pensare di aver sbagliato, perché quale uomo ti fa raggiungere sette volte l’orgasmo nell’arco di qualche ora?
“Sicuramente non John”, pensai sconsolata.

Ah, bene. Chi bongo è John?!

Ecco, John è quel poveraccio del fidanzato di Zoe, preso in giro fin dalle prime pagine per non essere dotato della stessa prestanza fisica di Seth.
Leggiamo infatti poco dopo:

John, a suo confronto, pareva quasi rachitico.
“John, già, il mio fidanzato.”
Quello completamente ignaro delle sue performance sessuali scarse, del suo bongo insulso e del suo fisico mediocre.

Apro qui una breve parentesi, seria: in quale modo una così aggressiva ridicolizzazione della fisicità di un altro personaggio dovrebbe far ridere il lettore? Se fosse stato un uomo a guardare una donna nuda e a compararla alla propria fidanzata meno prosperosa o meno snella, non si sarebbe gridato alla molestia, al body-shaming? Perché in questo caso non soltanto non ci si dovrebbe indignare, ma si dovrebbe anche ridere? Mah!

Quello che sento dentro

Proseguendo la lettura, si trova qualche perla di un certo valore, anche se ho la sensazione che non sia tutta farina del sacco dell’autrice, la quale probabilmente ha attinto dagli stilemi del Petrarca e dal lessico del Bembo. Quel che conta è che ci possiamo beare di composizioni come queste:

Okay, un pene non è dotato di occhi, ma pareva davvero che mi stesse fissando.
“Oddio!” pensai di punto in bianco, “Ma perché è eccitato? Cioè, ma questo va in giro con il bongo sempre sull’attenti o… O cosa?”

Quello che avevo davanti era Seth porco bongo!

Chi fantastica sul pene di un altro mentre ha al suo interno quello del proprio fidanzato?
“Io”

Ma ecco, la nostra autrice non si rifà soltanto a modelli trecenteschi, prende a piene mani anche dalla nostra cultura contemporanea. Bridget Jones, certo, ma anche un amatissimo soggettone da sit-com come Sheldon Cooper:

«Hai una lista di nemici, Zoe? Bongo, fa tanto Sheldon Cooper, lo sai? […] Hai anche un posto preferito dove non vuoi che nessuno si sieda?»
«In effetti, lo avevo, ma piuttosto che confessarglielo mi sarei messa a correre nuda per l’intero isolato.

Il fatto straordinario è che il romanzo riesce a coniugare Sheldon Cooper e un appetito sessuale che farebbe arrossire un mandrillo. C’è sicuramente del genio in tutto questo.

Roba da antologia

Per motivi di spazio, non mi è concesso riportare le numerose scene ridicole (anche se già ne ho citate molte): per pagine e pagine sentiamo i protagonisti parlare ripetutamente di chiappe, bonghi, pettorali, capezzoli che si ergono. Ora, quello erotico è un filone letterario di tutto rispetto, ma qui di letterario non c’è nulla, nemmeno un po’ di narrativa fatta come si deve, e che bongo!
Tuttavia, se siete abbastanza coraggiosi o se volete controllare che il vostro turpiloquio sia aggiornato, leggetelo!

E in tal caso, vi auguro buona lettura.

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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8 risposte

  1. Lucia ha detto:

    Leggendo la trama mi fa venire in mente è l’inizio del film 5 sfumature di grigio dove la protagonista è una donna imbranata che diventa la segretaria di un ricco uomo d’affari

  2. Fra ha detto:

    Addirittura la propaganda anti lettura.
    Ti sei focalizzata solo sulla parola Cazzo, anche se preferisci chiamarlo Bongo, tralasciando tutto il resto. Tipo i messaggi positivi intrinsechi all’interno. E sono anche tanti, eh.

  3. Valeria ha detto:

    Questo si chiama denigrare un libro. Affossare le autrici. Complimenti.

  4. Luna ha detto:

    Oddio ma nooo! Assolutamente no! E ancora no! Mi affido totalmente alla tua recensione e per quanto ammetta che dal titolo mi aveva incuriosito così tanto da aprire il post immediatamente dalla home page del blog adesso vorrei non averlo fatto. Tutto avrei immaginato ma no una cosa simile. LOL!
    Buona serata
    Luna

  5. flavia ha detto:

    ho riso tantissimo leggendo la tua recensione, ma ecco, il libro direi che non lo cerco! 😉

  6. Giusy Loporcaro ha detto:

    Ahahah mi hai fatto morire! Una recensione senza pietà!
    Devo dire che da grande lettrice del genere newadult mi imbatto spesso in romanzi scadenti oltre la decenza ma al tempo stesso ne trovo moltissimo brillanti che ripagano le ore di lettura perse!

  7. M.Claudia ha detto:

    Dopo aver letto la ta recensione passo volentieri la mano, ho già una discreta lista di libri che mi interessano da leggere, aggiungere uno di che dalle premesse non fa per me non mi sembra il caso.

  8. Adoro aver scoperto il tuo blog, anche io mi occupo di libri. Bell’articolo!