Breve storia della letteratura gialla – Eleonora Carta

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In sintesi:

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Questa, a mio avviso, più che l’insopprimibile aspirazione umana alla giustizia – da qualcuno invocata – è la ragione del successo del romanzo giallo. Non tanto la lotta vittoriosa e l’ordine ristabilito, quanto l’esplorazione dei confini del male.

Dalla pratica alla teoria

Eleonora Carta, classe ’74, è un’affermata autrice di gialli: con Newton Compton ha pubblicato alcuni suoi scritti, fra cui Delitto al museo e L’imputato.
Ma questo libro non è un suo romanzo, non è frutto della sua fantasia: è la storia di un successo, quello della fortunata letteratura gialla.

Nulla viene trascurato: si torna indietro di millenni, per scoprire che un nucleo primordiale del romanzo giallo era già presente nella Bibbia, e si arriva poi a parlare dei celeberrimi personaggi amati dal pubblico, come Sherlock Holmes, Poirot, e Padre Brown, ma anche del “Maigret italiano”, il Commissario De Vincenzi. Eleonora Carta è bravissima nell’analizzare questo genere letterario, e nel mostrarci come le storie di misteri e delitti si adattano al contesto sociale in cui vive l’autore: il giallo raffinato di Conan Doyle, concepito nella società inglese di fine Ottocento, dominata dallo splendore economico e intrisa di ottimistico positivismo, sarà completamente diverso, ad esempio, dal violento giallo hard-boiled, originario degli Stati Uniti, dove le continue lotte tra gang fanno sì che il crimine diventi regola, una costante nella vita dei cittadini.
E sia il giallo inglese, il cosiddetto “Whodunit”, sia l’hard-boiled, sono distanti dal giallo mediterraneo, dove si aggiunge l’impegno e la critica sociale (pensiamo ad esempio a Il giorno della civetta di Sciascia).

Specula

Breve storia della letteratura gialla non è dunque una mera cronologia di giallisti noti e meno noti, ma uno studio letterario attento anche alle dinamiche storiche e sociali; riusciamo così a capire come il giallo sia un romanzo che rispecchia completamente la nostra società, e come cambi con quest’ultima il linguaggio, la personalità del detective, e perfino il modo di risolvere il caso.

Essendo dunque strettamente legato al tempo e al contesto sociale in cui viene scritto, il giallo è un romanzo nel quale possiamo ritrovare la nostra immagine, e svolge anche una funzione catartica. Per questo ed altri motivi, Eleonora Carta ci spiega come il giallo non debba essere considerato un genere minore, e con il suo travolgente entusiasmo fa accrescere in noi l’interesse e l’amore per le storie di indagini e assassinii, tanto che, perfino io che non sono mai stata un’amante dei gialli, ho ora desiderio di recuperare tutti i momenti di suspense e tensione persi: per tale scopo è perfetta e accattivante la lista di “gialli imperdibili” consigliati dall’autrice stessa.

Per gli appassionati

In conclusione, consiglio vivamente questo piccolo saggio per le sue informazioni preziose e interessantissime, utili a chi è già un cultore del giallo, ma soprattutto a chi ha a lungo disdegnato questa branca della letteratura.

E certamente, siete appassionati di gialli, dovreste leggere la recensione su Il nome della rosa: un romanzo generalmente classificato come “giallo”, ma che in realtà riflette su questo genere letterario, e ne rompe gli schemi.

Buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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