Breve storia del segnalibro – Massimo Gatta

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In sintesi:

storia del segnalibro

E segnare la pagina aveva, e tuttora ha, lo scopo di non smarrire la traccia del nostro passaggio di lettori all’interno del testo, quale testimonianza di una passione, di una fedeltà, ma anche di un’occasione.

E facciamolo un regalo a questi libri!

Leggere libri presi in prestito dalla biblioteca, o acquistare ebook, è senz’altro un buon modo per risparmiare. Ma il lettore appassionato sa che i bei libri, come i grandi amori, non possono essere semplicemente di passaggio nella propria vita, e devono invece essere posseduti, accarezzati e vissuti. In tal senso sottolineare una frase, porre dei fiori o un segnalibro fra le pagine di un libro, significa fare un’aperta dichiarazione d’amore a quest’ultimo.

Il fascino delle piccole cose

È questa la filosofia che si cela dietro le pagine del saggio di Massimo Gatta, che traccia in maniera semplice e fluente una breve storia del segnalibro.
L’autore è incredibilmente affascinato dal modo in cui il lettore lascia traccia di sé nel libro che sta leggendo, e da come il loro rapporto cambi nel corso dei secoli.
Si passa dalle bellissime illustrazioni che affollano i margini dei manoscritti medievali, e che prendono appunto il nome di “marginalia”, alle fette di salame del bizzarro bibliotecario Antonio Magliabechi, dai fiori secchi di D’Annunzio (che, in qualità di esteta, non poteva optare che per il segnalibro più romantico di tutti), agli spiritosi e geniali cartoncini della Perugina.

Massimo Gatta ci racconta la storia di un oggetto che usiamo ogni giorno distrattamente, senza renderci conto che è il segno che il lettore imprime ai libri, e che quindi la storia del segnalibro è la storia del lettore stesso.

Tutto il lavoro che c’è dietro

Oltretutto, oggi il segnalibro è ormai un’opera d’arte a tutti gli effetti: è qualcosa la cui estetica deve essere curata, magari per veicolare un messaggio, soprattutto pubblicitario. Per apprezzare a pieno l’evoluzione del segnalibro, l’autore arricchisce il suo saggio di bellissime foto e illustrazioni, che fanno ben comprendere come la bellezza avvolga sempre le cose futili e leziose.

Non perdetevi questa chicca saggistica, buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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