Baldovino IV di Gerusalemme – Ilaria Pagani

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[…] il re che al momento della battaglia era malato, non nascose la sua malattia, ma la portò sul campo davanti a tutti, facendo della sua infermità un ulteriore vessillo, una cosa che certo dovette impressionare i suoi contemporanei.

Perfino Ridley Scott

La storia di Baldovino IV ha da sempre affascinato i medievalisti, e stuzzicato la fantasia di pittori e registi. Questo perché la sua biografia è assolutamente eccezionale, e fa di lui un eroe letterario a tutti gli effetti.

Baldovino IV fu eletto re di Gerusalemme a soli tredici anni, nel 1174. Ma non è questo titolo a farne un uomo importante, tutt’altro: molto lontano dall’assolutismo monarchico dell’Età Moderna, il Basso Medioevo era caratterizzato da re dal potere debole, che dovevano tenere in grande considerazione il pensiero e gli obiettivi dei conti e dei principi che li circondavano. Basti pensare che il re di Francia Luigi VIII, per rendere valido l’atto che designava suo figlio come futuro erede al trono, necessitò della sottoscrizione di 25 persone, fra prelati e baroni!

Cado a pezzi, ma vi faccio vedere io

Il motivo per cui Baldovino IV fu approvato dai capi dei crociati è da ricercarsi quindi proprio nella malattia che lo affliggeva: la lebbra. Il più debole fra i deboli, questo era Baldovino a tredici anni, questo era ciò che gli altri si aspettavano di vedere in lui.
Ma Baldovino mostrò tenacia e coraggio, tali da impressionare gli uomini del suo tempo e non solo. Il re lebbroso riuscì ad avere la meglio anche quando il suo corpo non rispondeva più, dando prova di una forza di volontà che trascendeva i limiti imposti dalla natura.

Ilaria Pagani, autrice della biografia in questione, ripercorre le tappe della vita di Baldovino, che risulta ai nostri occhi più un eroe mitico che un personaggio storico; ma c’è di più: analizza anche accuratamente il modo in cui cambiò l’atteggiamento degli uomini medievali nei confronti dell’eterno nemico dell’essere umano, il morbo.

A domanda, risposta

Come era possibile che un malato, che in tutto l’Alto Medioevo era considerato un peccatore punito da Dio, potesse essere accettato come re di una città sacra quale era Gerusalemme? Perché Baldovino non venne esiliato dalla società come gli altri lebbrosi? Come si concilia la sua storia straordinaria con quella di altri poveri afflitti ed emarginati? Di tutto questo, Ilaria Pagani ci dà una brillante spiegazione nel suo nuovo libro: un gioiello di saggistica utile non solo a fare luce su un particolare episodio della storia medievale, ma anche a motivarci nell’affrontare le difficoltà della vita quotidiana, trovando nel giovane re lebbroso un esempio da emulare.

Non perdetevelo, buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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