Alamari rossi – Federico Maria Rivalta

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In sintesi:

alamari rossi romanzo di federico maria rivalta con protagonista riccardo ranieri

«Tu riesci bene nel tuo lavoro perché ti piace e lo senti dentro. È come una missione: sai che devi riuscire a portare i colpevoli davanti a un giudice perché rispondano delle loro azioni. Giusto?»
Giulia fece oscillare un pochino il capo.
«Più o meno…»
«Bene, il mio invece è quello di far emergere e riferire a tutti la verità. Se mi togli il senso della missione, cioè se mi privi della spinta ideale, della convinzione in ciò che faccio, allora non mi piace più.»

Giornalista detective

Alamari rossi è il decimo libro di Federico Maria Rivalta dedicato alle avventure rocambolesche di Riccardo Ranieri, giornalista che non si accontenta di riferire i fatti di cronaca, ma si improvvisa detective.

In questo romanzo della serie, Riccardo si interroga su ben tre morti avvolte nel mistero: da una parte, l’assassinio di Anna Schievani, anziana benestante uccisa durante una rapina nella propria casa, dall’altra il corpo di un giovane carabiniere colpito inspiegabilmente alla schiena mentre tentava di fermare i ladri, infine il ritrovamento di due corpi carbonizzati, in apparenza non riconducibili al sanguinoso furto. A complicare le indagini saranno i falsi indizi, le piste sbagliate, e un’insidiosa acredine fra la Polizia e l’Arma dei Carabinieri, che sembra davvero riluttante a collaborare.

Federico Maria Rivalta ha saputo costruire un giallo complesso e articolato, in cui ogni dettaglio ha una propria ragione di essere e i buchi di trama sono banditi. Gli indizi non sono né evidenti né facili da scovare, i ragionamenti di coloro che indagano sono validi, non affrettati, verosimili e per questo anche inclini all’errore.

Prove ed errori

È infatti questo che più ho apprezzato del romanzo: la verosimiglianza. Molti giallisti poco esperti inseriscono nel loro romanzo prove ed indizi proprio sotto il naso del detective, il quale ha gioco facile nel giungere alle ovvie conclusioni.
I personaggi di Federico Maria Rivalta, invece, per buona parte della storia brancolano nel buio, seguendo anche false piste: nulla viene dato per scontato e il lettore può seguire tutti i passaggi logici che conducono alla formulazione di una nuova ipotesi.

A dare ulteriore pepe alla storia sono le relazioni sentimentali dei personaggi: oltre a renderli più sfaccettati e interessanti, l’autore usa fidanzamenti legittimi, tradimenti e ambigue amicizie anche per movimentare i tempi morti delle indagini. In questo modo, pur essendo Alamari rossi un romanzo autoconclusivo, si induce il lettore a sviluppare curiosità per le avventure sentimentali di Riccardo Ranieri, curiosità che alimenta la voglia di recuperare gli altri libri della serie.
Senza dubbio una mossa molto intelligente.

Difetti di stile

Tuttavia, ci sono alcuni difetti stilistici che compromettono la perfezione del libro: soprattutto, l’autore spesso non riesce a raggiungere il buon equilibrio tra mimesi e diegesi.
In alcuni punti leggiamo descrizioni superflue, simili a quelle già viste in Viento ‘e terra, le quali non riescono ad evocare immagini particolarmente vivide e servono solo ad allungare inutilmente il discorso. Ecco un esempio:

Il sorriso a guisa di pubblicità del dentifricio rimase stampato sul viso del giornalista il tempo necessario ai neuroni per elaborare il contenuto delle parole dell’uomo, dopodiché curvatura delle labbra e sguardo persero vivacità mentre le guance si contraevano a formare una smorfia di stupore.

In altri punti, invece, il narratore interviene a sintetizzare una scena che avrebbe potuto essere molto più figurativa, quasi teatrale, sacrificandone così il potenziale pathos:

Il sommesso brontolio di Andrea, che dovendo passare dalla cancelleria del tribunale avrebbe probabilmente dovuto rinunciare al suo happy hour, si spense immediatamente quando incrociò lo sguardo carico di determinazione della collega.

Più in generale, l’autore utilizza uno stile eccessivamente verboso e gravato da numerosi incisi, il quale andrebbe assolutamente alleggerito: appesantisce infatti la lettura e induce talvolta a perdere il filo del discorso. Considerando questo brano tratto da un dialogo, si può capire ciò che intendo:

Le analisi sono già pronte da ieri, ma siccome ho voluto prima sentire il parere della scientifica proprio in merito al dubbio che mi è venuto leggendo i commenti dei giornali che sostenevano che il carabiniere fosse stato colpito con un’arma automatica molto potente, ho perso un altro giorno per essere sicuro di quello che dicevo.

Piacevole e stimolante

In conclusione, Alamari rossi è un giallo che mi sento assolutamente di consigliarvi, data la perfezione quasi chirurgica con la quale Federico Maria Rivalta ha architettato la trama; i difetti di stile ci sono, come ho detto, ma non pregiudicano seriamente il romanzo, che resta piacevole e stimolante. Mi auguro quindi che l’autore continui ad affinare il suo evidente talento apportando migliorie dal punto di vista formale, realizzando in futuro un indiscutibile capolavoro.

E a voi lettori, ovviamente, auguro buona lettura!

Sara

Ciao! Sono la fondatrice del blog letterario "Il pesciolino d'argento", amo profondamente i libri, l'arte e la cultura in generale.

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4 risposte

  1. sheila ha detto:

    molto interessante la trama di questo romanzo non lo conoscevo

  2. Lucia+sempre ha detto:

    Mi sembra un libro molto interessante che tiene in continua suspence il lettore proprio il genere che piace a me

  3. mary pacileo ha detto:

    sembra la lettura fatta su misura per me, grazie per il tuo consiglio

  4. Amalia ha detto:

    La trama mi piace, credo proprio si segnarmelo e prednerlo appena finisco il libro che sto leggendo